Basta posto fisso, il lavoro si fa nomade

Scritto il alle 10:46 da Redazione Finanza.com

La ricerca del posto fisso non sarà più una priorità per i lavoratori del domani, che si trasformeranno in nomadi della professione. L’evoluzione sarà dettata dai trend demografici, con il progressivo invecchiamento della popolazione italiana. Se si considera poi il flusso migratorio e la fuga dei cervelli all’estero, si intuisce come la ricerca dei talenti sarà sempre più difficile. Scatterà dunque una logica di condivisione e l’emergere del concetto di portfolio, vale a dire un lavoratore potrà avere più progetti aperti per differenti datori di lavoro.

Ne è convinto Mark Esposito, uno dei più importanti ricercatori universitari di economia a livello globale e professore italo-inglese di Harvard, che, in una intervista rilasciata a Business International, ha delineato la traiettoria che il mondo del lavoro in Italia potrebbe prendere nel prossimo periodo. “Secondo me quello che dovrà accadere in Italia prossimamente è l’accettazione sempre maggiore di quel modello di nomadismo professionale che ormai in altri paesi è una prassi – ha detto Esposito – Oggi, infatti, è necessario comprendere che ormai il lavoro si deve fondare su altri canoni. I professionisti di domani devono aprire la propria mente al concetto di portfolio, ovvero la logica per cui un lavoratore possa avere più progetti aperti per differenti datori di lavoro. Questa nuova concezione occupazionale una volta era improponibile e risultava come un’anomalia, ma ora inizia a diventare la norma e si lega anche alla creazione di nuovi metodi e luoghi di lavoro”.

La sua convinzione poggia su un mega-trend, ossia una macro-tendenza, che in questo caso riguarda la demografia, e in particolare il progressivo invecchiamento della popolazione in Italia: nel 2030 sarà il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. Ma non solo. Ogni anno mediamente circa 250mila talenti lasciano l’Italia e ne arrivano altrettanti, ma con molte meno competenze e ambizioni professionali. Un flusso migratorio che denota, quindi, un equilibrio demografico che però corrisponde purtroppo a uno scompenso in termini di skill, riducendo così la competitività del Paese e delle sue realtà imprenditoriali.

“E’ proprio da queste evidenze – conclude Esposito – che i manager moderni dovrebbero partire per disegnare le proprie strategie, soprattutto quando scelgono di assumere nuovi talenti”. Il professore italo-inglese di Harvard interverrà allo European HR Directors Summit 2019, previsto a Milano il prossimo 18 e 19 giugno. L’evento, organizzato da Business International, rappresenta un appuntamento di riferimento per i Direttori delle Risorse umane. Nel corso di questa edizione verranno approfonditi i cambiamenti derivanti dalla trasformazione digitale, l’impatto che le tecnologie hanno sul modo di gestire le persone e le nuove competenze che si rendono necessarie.

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