“Troppo turismo” affligge le città. Emergenza Venezia: dal 2022 ingresso su prenotazione

Scritto il alle 15:42 da Redazione Finanza.com

Mentre Roma è la prima città italiana in cui i turisti sono distribuiti durante tutto l’anno a livelli sostenibili, per Venezia si profila una vera e propria emergenza. L’incontrollabile flusso di viaggiatori che ogni giorno sbarcano in laguna, la progressiva sparizione degli esercizi commerciali locali e la graduale diminuzione della popolazione nativa sono i principali fattori che stanno mettendo in ginocchio il capoluogo veneto. Questo l’allarme che lanciano gli esperti di Roland Berger, società di consulenza, nello studio «Protecting your city from overtourism» su 52 località europee misurandone il tasso di overtourism.

Ue: due città su tre soffrono l’overtourism

In Europa due città su 3 soffrono il «troppo turismo», ossia il fenomeno overtourism che vede i cosiddetti «city breaks», ossia le visite mordi e fuggi nelle città più belle d’Europa, in incremento del 56% in 10 anni, mettendo di fatto in crisi i centri urbani di tutte le dimensioni. Due città europee su 3 soffrono il «troppo turismo”. Risultano schiacciate dal crescente flusso di turisti alla ricerca di «city breaks» a basso costo Bordeaux, Bruges, Praga e Salisburgo. Guardando all’Italia sono quattro le città italiane analizzate nel rapporto sull’overtourism targato Roland Berger. Tra queste, a sorpresa, Roma si aggiudica la medaglia d’oro grazie al livello sostenibile di turisti distribuiti durante tutto l’arco dell’anno, mentre Torino e Verona, appartengono al gruppo delle “Unused potential” e devono ancora valorizzare le proprie potenzialità con apposite strategie di medio-lungo periodo per trarre il massimo beneficio dai flussi turistici.

Venezia: turismo incontrollabile

Paradossale invece la situazione per Venezia che si classifica nella categoria “Under pressure” registrando un incontrollabile flusso di viaggiatori quotidianamente. “Gli alberghi e le altre strutture ricettive, pur favorite da Airbnb, sono sottoutilizzati” spiega Francesco Calvi Parisetti, partner di Roland Berger. “A questo si somma la stagionalità che vede luglio con oltre il doppio dei turisti rispetto a dicembre o a gennaio. Non solo. Le punte nel fine settimana che si registrano lungo tutto l’anno potrebbero essere ammorbidite con offerte ad hoc vista anche l’elevata componente di turisti extra-UE (USA, Cina e Corea superano il 20% del totale presenze, fonte: annuario del Turismo della Città di Venezia). È insensata anche la concentrazione dei flussi sulla direttrice Rialto-San Marco. Vanno creati percorsi alternativi. Il Carnevale è naturalmente un periodo di particolare affollamento, dove la congestione aumenta a dismisura e i limiti agli ingressi a piazza San Marco finora imposti non rappresentano evidentemente una soluzione adeguata” conclude l’esperto.
Per ridurre il numero di turisti in entrata sono state attivate misure immediate e di tipo reattivo come i ticket per l’ingresso giornaliero e i tornelli in città. Ma la vera rivoluzione sarà dal 2022 quando per entrare nella città più bella del mondo bisognerà prenotare. Così prevede la proposta di delibera sul contributo di accesso presentata oggi dal sindaco Luigi Brugnaro, già approvata dalla giunta. “Non sarà impedito a nessuno l’accesso, che sarà però più complicato per chi non prenota” precisa Brugaro. Nel frattempo è stato predisposto anche un aumento per quanto riguarda la tassa d’accesso riservata ai turisti: sei euro per l’ingresso a Venezia nei giorni ordinari, otto in quelli da bollino rosso e dieci da bollino nero. L’amministrazione comunale di Venezia ha previsto però anche 19 tipologie di esenzione, tra cui quella per chi risiede in Veneto. “L’obiettivo – ha spiegato Brugnaro – è di arrivare a gestire i flussi turistici della città, prevedendo gli arrivi, nel 2022″.

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