La sharing economy entra in casa, come aprire le porte per ospitare eventi pubblici (e trarne guadagno)

Scritto il alle 12:19 da Redazione Finanza.com


Concerti segreti, mostre di artisti emergenti, presentazioni di libri e chef, pranzi e cene con sconosciuti. Le porte delle case degli italiani si aprono alla sharing economy per fare nuove conoscenze, condividere i propri interessi ma anche per trarne guadagno. Quasi il 70% degli italiani infatti si dice pronto a ospitare nella sua abitazione un evento pubblico, secondo un’indagine di Immobiliare.it. Il motivo? Per la stragrande maggioranza, ben il 62%, per la possibilità di trasformare la propria casa in una fonte secondaria di guadagno.

Come aprire le porte di casa alla sharing economy
La sharing economy offre diverse occasioni per la condivisione della propria casa, ma quella più popolare (indicata dal 19%) è il couch surfing, ossia l’offerta del proprio divano o addirittura di una stanza a turisti di passaggio. Con il 18% delle risposte, ci sono gli show di cucina, che gli italiani ospiterebbero volentieri in casa aprendo le porte ad altri “spettatori”.
Molto gettonato il trend dei secret concerts, esibizioni musicali riservatissime da ascoltare comodamente seduti a terra o sul divano di una casa: a livello nazionale li ospiterebbe il 17,8% dei rispondenti, mentre al Sud questa percentuale si allarga a una persona su cinque. Con circa il 15% delle preferenze si trovano infine pranzi e cene da organizzare in casa e presentazioni di libri.

Guadagno ma non solo
Se il guadagno è il motivo principale del voler trasformare la propria casa in luogo di aggregazione, oltre una persona su cinque (22%) lo farebbe per condividere le sue passioni, come musica, cucina o arte, nel luogo che ama di più. Il 17% aprirebbe le porte di casa per fare conoscenze, motivazione più diffusa tra chi vive al Nord, dove il desiderio di espandere la propria rete di amicizie è stato scelto dal 20% dei rispondenti.

L’unica stanza off limits? La camera da letto
L’abitazione quindi da spazio privato diventa spazio pubblico, ma non per tutte le stanze. Quasi il 74% di chi vorrebbe mantenere chiusa una stanza ha indicato la camera da letto, seguita dal 19% delle risposte relative alla cameretta dei figli. Porte aperte invece per bagni e cucine, dove la percentuale di chi non li condividerebbe mai con degli sconosciuti non ha nemmeno superato il 5%.

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