Consumi: la spinta può arrivare anche dall’innovazione di credito e pagamenti

Scritto il alle 17:14 da Redazione Finanza.com

Workshop Cofidis-DeloitteI servizi innovativi di pagamento e credito al consumo potrebbero essere la spinta per riaccendere i consumi in Italia in una fase di stagnazione come quella attuale. La tecnologia, dagli smartphone alle app, offre già un sostegno importante per rendere gli acquisti più veloci e agevoli, ma occorre un cambiamento importante soprattutto da parte del mondo retail, vale a dire i negozianti. E’ ciò che è emerso dal workshop “Retail Instore Finance, what’s next?”, organizzato da Cofidis e Deloitte e svoltosi oggi a Milano.

“La situazione stagnante dei consumi oggi sarebbe peggiore senza credito al consumo – ha spiegato Michele Mandelli, senior executive Monitor Deloitte, precisando che il 20% degli acquisti verrebbe non effettuato o rimandato nel tempo se non ci fosse la possibilità di accesso a un finanziamento o a una dilazione di pagamento. Guardando al futuro l’importanza del credito al consumo è destinata ad aumentare: da qui al 2018 si stima una crescita sia del ricorso al credito da parte dei consumatori (+50%) sia dell’erogato (+5%). La sua diffusione però dovrà essere supportata da alcuni fattori, in primis una burocrazia più snella e semplice e poi una maggiore trasparenza e flessibilità delle condizioni economiche.
In questo contesto si è inserita Cofidis Retail, che ha presentato il servizio PagoDil, caratterizzato da una disponibilità massima (24 ore al giorno, sette giorni su sette), dalla velocità dell’online e dalla riduzione della carta.

Proprio i servizi offerti dal retailer e l’experience di acquisto assumono sempre più importanza rispetto al prodotto, diventando il focus di differenziazione e successo per stimolare i consumi. “Il mercato è cambiato, ma alcuni sono rimasti indietro”, soprattutto nei confronti dei millennials (i giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni), ha affermato Fabrizio Valente, partner fondatore di Kiki Lab, illustrando la ricerca “Millennials Vs Non-Millennials”. Dall’indagine, effettuata su 11 Paesi al mondo, è emerso che questo segmento di consumatori tecnologicamente attivi acquista di più tramite il canale online ma non per pigrizia, bensì per una inadeguatezza degli store. “In molti casi, i negozi non sono riusciti ad adeguarsi alle esigenze dei nuovi consumatori – ha spiegato Valente – Si può dire quindi che non sono i millennials a essere una storeless generation, bensì sono i negozi a essere millennials-less”.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network di Finanza.com
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Ftse Mib: al termine della scorsa settimana l’indice italiano ha raggiunto un nuovo massimo annuo
La scadenza opzioni gennaio ha visto gli indici azionari fermarsi su importanti posizionamenti di op
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Diventa naturale aspettare una fase correttiva dopo una corsa infinita che sembra non finire mai
Come si cambiano gli Euro in criptovalute ? E poi, una volta cambiati, si può fare l’operazione
Uno non fa in tempo nemmeno a scrivere che il denominatore di tutte le più grandi crisi della s
Una economia sostenibile in grado di tutelare l’ambiente, anche se più lenta, sarebbe priorit
Ricordiamo che domani 21 gennaio alle 17.00 ci sarà il webinar UniCredit con ospite Eugenio Sartore
Guest post: Trading Room #348. Continua la corsa per i mercati finanziari e anche per la borsa ita