Starbucks a Milano, fine dei rinvii

Scritto il alle 10:27 da Redazione Finanza.com

Aprirà in pieno centro a inizio 2017 L’attesa è quasi finita per i milanesi esterofili ma anche per i numerosi turisti che il marchio Starbucks lo conoscono da tempo. La catena di caffetterie di Seattle aprirà il primo negozio in centro all’inizio del prossimo anno.
Arriva, non arriva. In Italia non può funzionare. C’è in tutto il mondo perché dai noi no. Lo sbarco di Starbucks, la catena di caffetterie ‘all’americana’ nata a Seattle 45 anni fa, è ora ufficiale. “Con umiltà e rispetto” la società ha annunciato di aver raggiunto un accordo di partnership con il gruppo Percassi per l’apertura del primo negozio in Italia.

Howard Schulz, fondatore di Starbucks in Galleria a Milano

L’inaugurazione è prevista a inizio 2017, in pieno centro a Milano, anche se non è stata resa nota l’esatta ubicazione dello store.
Sono anni ormai che Starbucks pensa all’ingresso nel Belpaese. Forse solo l’attesa per l’apertura dei primi ristoranti McDonald’s, venti anni fa a Bolzano e Roma, aveva suscitato così tante discussioni. Per il presidente, amministratore delegato nonché fondatore di Starbucks Howard Schulz, si tratta di un ritorno. “La storia di Starbucks – ha dichiarato – è direttamente legata al modo in cui gli italiani hanno creato la perfetta tazzina di caffè. Tutte le cose che abbiamo fatto sono fondate su quelle bellissime esperienze che tutti noi abbiamo avuto in Italia e che ci hanno spinto a essere rispettosi rappresentati di questa tradizione per 45 anni”.
Parole che potrebbero scuotere i puristi dell’Espresso all’italiana che, fuori dai confini del Belpaese, si sono azzardati a domandare lo stesso prodotto in uno Starbucks coffee. Sapore, consistenza, aroma sono ancora lontani dagli standard del classico bar. Questo non esclude, tuttavia, che il prodotto offerto da Starbucks in Italia sia adattato ai gusti del consumatore italiano. L’associazione con il licenziatario Percassi “una rinomata società italiana con una comprovata storia di successo in Italia” segue questa linea. D’altro canto il Paese è cambiato e una gioventù che ha più dimestichezza con le grandi città straniere e i loro stili di vita potrebbe ben accogliere “la Starbucks expercience, così come già avviene in altri mercati. Sappiamo di affrontare una sfida unica con l’apertura del primo store nel Paese del caffè ma siamo fiduciosi”.

Leggi QUI la storia del rapporto di Howard Schulz con l’Italia.

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