Volkswagen e consumi auto: Golf diesel consuma 50% in più di quanto dichiarato (Altroconsumo)

Scritto il alle 14:46 da Redazione Finanza.com

Altroconsumo ha sollecitato con una lettera formale l’intervento immediato del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dopo l’indagine avviata negli Stati Uniti dalla Environmental Protection Agency (EPA) su Volkswagen, seguita alle azioni messe in atto dal colosso automobilistico per fornire informazioni distorte al mercato e ai consumatori.
Esattamente un anno fa Altroconsumo e le altre organizzazioni di consumatori indipendenti in Europa, insieme al Beuc, avevano denunciato la prassi delle case automobilistiche, in testa proprio Volkswagen, diffidandole presso le sedi competenti: le informazioni al pubblico sui consumi sono fuorvianti, risultato di una procedura di omologazione lacunosa. Altroconsumo quindi ha già portato Volkswagen in Tribunale a Venezia – il 2 ottobre prossimo si terrà l’udienza per valutare l’ammissibilità della class action.

Su strada la Golf consuma il 50% in più di quanto dichiarato
La denuncia un anno fa era ed è ancora circostanziata – analizzando auto vendute sul mercato europeo: Altroconsumo ha messo alla prova in laboratorio specializzato una Golf Volkswagen 1.6 TDI BM, 77KW, confrontando i risultati relativi ai consumi di carburante con i dati dichiarati dalla casa automobilistica tedesca. I consumi e le emissioni di CO₂ sono risultati più alti del 50%, producendo così false aspettative nei consumatori, una vera e propria pratica commerciale scorretta.

Danno da 502 euro
Nell’atto di citazione è chiesto che la casa automobilistica sia condannata al risarcimento dei danni: ipotizzando una percorrenza annua di 15.000km, la somma è di 502 euro per i possessori di quel dato modello Golf VW.

L’Organizzazione sollecita il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ad attivarsi nei confronti della Motorizzazione Civile tedesca, che emette i certificati europei di omologazione per le auto della casa produttrice Volkswagen, affinché verifichi se non ci siano state anche in Europa, e quindi con effetti diretti su tutte le auto vendute in Italia, manipolazioni dei dati in fase di omologazione – a mezzo del software individuato sulle auto nel mercato statunitense o attraverso altri espedienti simili a quelli rilevati dall’Amministrazione USA.
“Le nuove sconcertanti rilevazioni provenienti dagli Stati Uniti confermano come sia giunta ormai l’ora di adottare finalmente in tutta Europa il nuovo ciclo di omologazione delle auto per misurare in modo più efficace emissioni e consumi “, ha Dichiara Marco Pierani, responsabile relazioni esterne per Altroconsumo. “Nel frattempo le Autorità amministrative e giudiziarie in Italia e in Europa dovrebbero farsi parte attiva – così come accade negli Stati Uniti – per tutelare in massima parte i diritti degli utenti rispetto ad inganni e distorsioni del mercato”.

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