Regime dei Minimi 2015: riforme e novità

Scritto il alle 12:39 da Redazione Finanza.com

La specifica da parte dell’Agenzia dell’Entrate, sollecitata da un’interpellanza parlamentare, ha chiarito la sua posizione sul Regime di Minimi in merito ai contribuenti con partita IVA.

Dopo alcuni mesi di caos e di incomprensioni, finalmente l’Agenzia delle Entrate ha chiarito il sistema del Regime dei Minimi anche per quanto riguarda i contribuenti che nel 2015 hanno aperto una partita IVA prima dell’introduzione del Decreto Milleproroghe. Questo garantisce loro la facoltà di rientrare nel Regime dei Minimi e di sottostare al regime fiscale dei Minimi al 5%.

Ovviamente, sono necessari importanti requisiti affinché il contribuente con partita IVA possa essere ritenuto meritevole di questa agevolazione: restano immutati quelli indicati nei bandi precedenti, ma è indispensabile che all’atto della dichiarazione dei redditi 2015, venga spuntata l’opzione per la presentazione della suddetta nel 2016.

La situazione ambigua si è venuta a creare nel momento in cui le Partite IVA che sono state aperte nel 2015, non potendo accedere al regime dei Minimi 2015 hanno optato per il regime ordinario. Ma nel Decreto Milleproroghe è stata prevista la possibilità, per le partite IVA parte prima della sua emanazione, di usufruire ancora del Regime dei Minimi al 5%: questa condizione è contenuta nell’articolo 10 di quella che poi è diventata la Legge 11/2015. Ma bisogna fare molta attenzione, perché non tutte le partite IVA possono godere di tale beneficio, anzi: il decreto stabilisce che la proroga è destinata in via esclusiva ai coloro che possono essere classificati come giovani lavoratori e ai lavoratori che, dopo aver perso il lavoro, stanno usufruendo dello status di mobilità.
Proprio per dirimere le controversie e fare chiarezza su una situazione dai lati oscuri, in risposta all’interpellanza l’Agenzia delle Entrate ha riferito la possibilità di usufruire del regime dei Minimi per quelle partite IVA che si sono formate nel periodo di transizione, ossia dal 1 gennaio 2015 fino al momento dell’approvazione del Milleproroghe.

Non è comunque facile accedere al regime discale facilitato: è necessario espletare una serie di pratiche burocratiche previste dal decreto Milleproroghe, necessarie per essere inclusi nel Regime dei Minimi.
Prima di tutto, è necessario esprimere esplicitamente la propria volontà: viene stabilito che l’ingresso in questo regime agevolato dev’essere una espressione di volontà, una scelta del contribuente che desidera ottenere un regime fiscale agevolato.
Questa volontà è esprimibile in due modi: compilando il modello A7 all’atto della costituzione oppure in un secondo momento con la dichiarazione dei redditi da presentare nell’anno 2016, relativa all’anno precedente. Quindi, con il decreto Milleproroghe si impone un altro paletto ai contribuenti con partita IVA, che devono comunicare la loro scelta nella dichiarazione annuale dell’IVA disponibile oppure con la dichiarazione dei redditi successiva.

Una trafila non indifferente per i contribuenti con partita IVA che devono dimenarsi con scadenze e dichiarazioni per poter accedere a un regime fiscale agevolato: prima del chiarimento effettuato dall’Agenzia delle Entrate erano tantissimi i contribuenti che, ignari della possibilità loro concessa, operavano nella convinzione di dover sottostare a un regime fiscale ordinario, che si presenta piuttosto elevato quando un’attività professionale è alle prime battute.

Il 23 agosto è prevista l’ultima scadenza di questo iter burocratico, ossia i 30 giorni successivi alla Risoluzione 67/E per effettuare i cambiamenti ai documenti già emessi con il regime IVA ordinario.

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