L’Economist, la rivista settimanale inglese di attualità finanziaria

Scritto il alle 16:38 da Redazione Finanza.com

 

Una delle riviste economiche e finanziarie più note, forse la più famosa in assoluto del globo, è L’Economist, settimanale inglese con alle spalle una storia di oltre 170 anni. Nacque infatti nel lontano  nel settembre 1843 grazie a James Wilson, fondatore e direttore della rivista nella Londra rivoluzionaria della metà del XIX per sostenere il progetto laburista. Attualmente fa parte del gruppo editoriale The Economist Group, di cui il 50% è detenuto da Pearson PLC mentre il resto delle azioni è nelle mani di importanti famiglie del capitalismo mondiali quali Cadbury, Rothschild, Schroder, Agnelli.

E’ tuttora un punto di riferimento per l’economia mondiale, è il settimanale più influente del mondo e leggendo tra le sue pagine si nota come la linea editoriale non sia praticamente mai cambiata fin dalle sue prime pubblicazioni, mantenendo la sua linea politica conservatrice in materia fiscale
La sua redazione attuale si trova in 25 St James’s Street a Londra, nel centralissimo quartiere di Westminster, sede storica della rivista. Esce ogni giovedì stampata nel Regno Unito su carta lucida, ed è distribuita nel resto del mondo il venerdì. Vi è ovviamente un’edizione on-line sul sito Internet, aggiornata il giovedì sera.

La tiratura settimanale del magazine londinese è stimata in circa un milione di copie, così distribuite: il 51% nel Nord America, il 15% nel Regno Unito, il 20% nel resto dell’Europa, raggiungendo complessivamente ben 201 paesi nel mondo.

Una particolarità della rivista è che  gli articoli non sono mai firmati dall’autore e tanto meno appare stampato il nome del direttore. La tradizione vuole invece che l’unico pezzo firmato sia in occasione della rinuncia alla propria posizione. Viene nominato l’autore solo quando personaggi importanti vengono chiamati a fornire un contributo oppure quando è necessario indicare l’autore per rendere noto un potenziale conflitto d’interessi.

Il prezzo della rivista è sicuramente indice di quello che può essere il suo pubblico: in UK ha un costo medio di 4 sterline mentre in Italia un numero tradizionale costa 6.20 euro.

D’altronde, il target a cui punta L’Economist è quello più alto: i lettori americani di questa rivista inglese appartengono alla fascia di reddito medio pro-capite più alto, che supera abbondantemente i 160.000 dollari all’anno.

Una rivista austera, chiusa e tecnica: questo è L’Economist tanto amato, che ha fatto storcere il naso ai suoi lettori più radicali quando alla guida del settimanale è salita per la prima volta nella sua storia una donna. Zanny Minton Beddoes, classe 1960, è un’economista di fama mondiale, che dopo aver lavorato per tanti anni nelle redazione dell’Economist ha ottenuto la promozione grazie alla sua intrasigente indole e alla sua elevatissima cultura economica. Laureata al prestigioso istituto di Oxford, con un master ad Harvard, ha lavorato anche a Washington prima di tornare a Londra dove la sua carriera è stata brillante.

I vertici editoriali considerano Zanny Minton Beddoes la miglior esponente della filosofia Economist, il suo favore verso la liberalizzazione dei mercati e la sua ampia conoscenza internazionale sono i punti cardine della nuova rotta tracciata per portare la rivista a livelli ancora più eccelsi.

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