Tassa sui condizionatori in estate 2015? Quanta confusione, facciamo chiarezza

Scritto il alle 09:55 da Redazione Finanza.com

E’ rimbalzata ieri la notizia dell’introduzione di una nuova tassa: quella sui condizionatori che nell’estate 2015 stanno aiutando il comune cittadino a sopportare il caldo; tuttavia il timore di dover aprire il portafoglio per un ulteriore balzello ha scatenato il panico fra i consumatori. Ma cerchiamo di chiarire le idee: chi deve pagare la tassa e perchè?

Il balzello è stato introdotto come recepimento di una direttiva dell’Unione Europea relativa all’intenzione di ridurre e controllare l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Il Ministero, con una nota sul proprio sito, ha tenuto a specificare che la tassa è obbligatoria per coloro che possiedono impianti di potenza pari o superiore a 12 Kw; tuttavia tale norma era già stata preventivata nel 2014 ai tempi del Governo Monti.

Per fare un esempio chiarificatore, un impianto della potenza pari a 12 Kw è necessario per raffreddare un ambiente della grandezza di circa 160 metri quadrati, ovvero un ufficio o un locale pubblico. Sicuramente non è il caso di un appartamento medio, la cui stanze con dimensioni di circa 20-30 mq circa, richiedono una potenza cadauna di circa 1,8-2,3 Kw. Difficilmente dunque la famiglia tipica italiana necessita di un condizionatore di potenza superiore ai 12 Kww, tenendo poi conto che non tutte le stanze vengono dotate di un impianto di raffreddamento.

Tuttavia il termine più corretto per tale imposizione (già comunque previsto nel 2014, lo ripetiamo) non è tassa, essendo un controllo (revisione) come già esiste le caldaie. Le direttive dell’UE in materia ”2002/91/CE e quella del 2010/31/UE”, emesse al fine di risolvere  il problema del riscaldamento globale del pianeta, obbligano il proprietario del condizionatore ad avere un libretto dell’impianto con regolare certificazione da parte di un tecnico qualificato e ad effettuare un regolare controllo ogni quattro anni. Per i trasgressori le multe vanno dai 500 ai 3000 euro.

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