Certificazione energetica APE: a cosa serve, come richiederla, la novità 2015

Scritto il alle 13:29 da Redazione Finanza.com

Il nuovo Attestato di Prestazione Energetica degli edifici (APE), la cui introduzione era originariamente prevista al primo di luglio, è stato posticipato al prossimo ottobre. Con questo atto, il nostro Paese dovrebbe finalmente allinearsi al resto del continente in tema di certificazione energetica degli edifici.

Cosa è la certificazione energetica APE

L’APE (nota prima del decreto 63/2013 con la sigla A.C.E.) è il certificato chiamato a testimoniare l’appartenenza di un edificio ad una determinata classe energetica, all’interno di una scala di valori che prevede, con la novità appunto in vigore dal prossimo ottobre, ben 10 categorie: A4, A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G, la più bassa.
A determinare l’appartenenza dell’edificio (o anche di una parte dello stesso) alle varie fasce, è il rendimento energetico dell’immobile. Un valore cui concorrono una serie di aspetti come ad esempio la capacità di riutilizzare e non disperdere l’energia, la tipologia di riscaldamento adottata, il grado di coibentazione o l’energia usata.

Chi redige l’APE

Il certificato deve obbligatoriamente essere rilasciato da un soggetto accreditato, detto certificatore energetico, la cui formazione, supervisione ed accreditamento viene gestita dalle Regioni con apposite leggi locali.
Va ricordato che siamo in presenza di un atto estremamente importante. In base alla normativa esistente, infatti, l’APE deve essere obbligatoriamente acclusa a tutti gli atti di vendita e a quelli per la locazione dell’immobile interessato. Anche nel secondo caso essa ricade interamente sulle spalle del proprietario dell’edificio. Inoltre è necessaria per poter usufruire delle detrazioni fiscali concesse a chi effettua interventi di ristrutturazione.
La ratio che ispira la necessità di questa certificazione, è quella di condurre ad un deciso miglioramento in termini di trasparenza nelle compravendite o nella locazione di immobili. Grazie alla presenza di un sistema di classificazione unico diventa in effetti molto meno complicato procedere all’individuazione dei consumi di energia che sono richiesti dall’utilizzo dell’edificio in questione coi relativi costi che possono derivarne.

Certificazione energetica: la nuova normativa APE

Con le ultime decisioni adottate dall’esecutivo, a partire dal prossimo mese di ottobre sarà sottoposta a modifica una serie di norme le quali regolano tuttora gli APE. Diventerà infatti obbligatoria la redazione di un nuovo certificato ogni dieci anni al fine di poter procedere ad una corretta valutazione delle eventuali modifiche intercorse nella struttura dell’edificio. L’attestato di prestazione energetica dovrà anche essere redatto nuovamente dopo ogni eventuale lavoro di ristrutturazione con il quale si sia dato luogo ad un intervento sulla componente energetica o sulla struttura dell’edificio.
Se sino a questo momento era possibile, almeno in alcuni casi, dare vita alla valutazione a distanza oppure online, con le nuove regole diventerà indispensabile almeno una ricognizione sul posto da parte dei soggetti abilitati.

Proprio al fine di monitorare quanto avviene e sincerarsi che il processo di certificazione abbia luogo in base alle regole indicate per legge, alle regioni viene delegata la funzione di effettuare controlli a campione, su una base tale da corrispondere almeno al 2% di tutti i certificati emessi nel corso dell’anno.

Con la normativa, diventerà obbligatoria la costruzione di edifici che presentino come requisito minimo l’appartenenza alla categoria B.
L’obbligo del documento ricadrà comunque sempre sul proprietario dell’immobile, non solo in caso di vendita, ma anche per una nuova locazione ed in caso di trasferimento dell’immobile a titolo gratuito.

Certificazione energetica APE: quanto costa

Il costo del certificato non è fisso e non è soggetto ad una tariffazione minima decisa dagli Enti o dagli Ordini Professionali. Indicativamente il costo medio può variare da 100 a 300 euro, in base alla città, la dimensione dell’appartamento, al tecnico che effettua l’operazione. E’ dunque consigliabile richiedere un preventivo, verificando che comprenda tutte le  voce di spesa possibili, onde evitare spiacevoli sorprese.

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