Chi è Matteo Arpe, banchiere italiano e fondatore di Sator

Scritto il alle 16:41 da Redazione Finanza.com

Matteo Arpe, nato a Milano il 3 novembre 1964, banchiere italiano, attualmente è amministratore delegato e socio di maggioranza di Sator, gruppo finanziario specializzato in investimenti industriali.

Arpe frequenta l’Università Bocconi a Milano dove si laurea in economia aziendale con il massimo dei voti, 110 e lode. Il suo primo lavoro è presso Mediobanca dove resta dal 1987 al 2000 compiendo una brillante carriera che lo porta fino a ricoprire il ruolo di direttore centrale della sezione finanza straordinaria. Nel 2000, però, Arpe considera conclusa la sua avventura nell’istituto bancario italiano e decide di accettare una proposta della famosa banca d’affari americana Lehman Brothers che gli offre la carica di direttore dell’area strategic equity. La sua esperienza Oltreoceano dura però solo un anno: nel 2001, infatti, Arpe entra nel Gruppo Banca di Roma dove ricopre vari ruoli di grande importanza fino a diventare l’amministratore delegato di Capitalia.

L’anno della svolta può sicuramente essere considerato il 2006 quando, per evitare la fusione con Banca Intesa, acquista sul mercato il 2% di Capitalia, di fatto impedendo una possibile scalata all’istituto bancario. Questa mossa non è gradita a Cesare Geronzi, l’allora presidente del Gruppo, che a febbraio 2007 tenta di sfiduciarlo senza però riuscire nell’intento in quanto i dipendenti dell’azienda si schierano a favore di Arpe. La fusione fra Capitalia e UniCredito Italiano SPA avviene invece nel maggio dello stesso anno e a Matteo Arpe non resta che dare le sue dimissioni da amministratore delegato di Capitalia. A novembre Arpe sceglie la strada di “mettersi in proprio”, con un gruppo di partners composto da professionisti di società finanziarie italiane ed estere e fonda il Gruppo Sator, del quale diventa amministratore delegato e poi presidente. Questa nuova entità si occupa di asset management, private equity ma anche private banking e tanto altro.

Fra i suoi diversi investimenti, è da sottolineare l’ingresso nel capitale sociale di Banzai, uno dei maggiori internet player italiani, attiva nel e-commerce ed editoria on-line. Arpe si occupa anche di formazione: dal 2004 infatti è docente della cattedra di Economia delle Aziende di Credito presso l’Università privata LUISS Guido Carli di Roma.

Tuttavia nella brillante vita professionale di Matteo Arpe non ci sono solo successi aziendali. Nel luglio del 2007, infatti, Arpe viene coinvolto insieme a Geronzi nello scandalo finanziario del crac della Parmalat per dell’azienda Ciappazzi di proprietà di Giuseppe Ciarrapico da parte di Calisto Tanzi. Viene quindi condannato in primo appello a tre anni e sette mesi, condanna poi confermata in Corte d’Assise a Bologna a giugno del 2013.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Tags: ,   |
1 commento Commenta
ancolos
Scritto il 26 giugno 2015 at 17:33

Brillante banchiere italiano, docente della cattedra di Economia, condannato a tre anni e sette mesi in Corte d’Assise… che bello!

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)

Articoli dal Network di Finanza.com
Un paese che è già in difficoltà (ormai da anni) si ritrova ancora più indebolito quando int
Un paese che è già in difficoltà (ormai da anni) si ritrova ancora più indebolito quando int
Un paese che è già in difficoltà (ormai da anni) si ritrova ancora più indebolito quando int
Un paese che è già in difficoltà (ormai da anni) si ritrova ancora più indebolito quando int
Un paese che è già in difficoltà (ormai da anni) si ritrova ancora più indebolito quando int
FTSE MIB: Quella di ieri è stata la peggior seduta dal giugno 2016 (referendum Brexit) per l'indic
È smartworking la parola d’ordine di questi giorni per le imprese che devono affrontare l’e
CORONAVIRUS: se NON è così pericoloso, perché bisogna STARE a casa? Andiamo fuori dal seminato
Dopo il lunedì nero di tutti i listini mondiali andiamo a vedere come si sono mossi gli operatori e
Esplosione di volatilità, grafico VIX e SP500 con forti segnali operativi. Forse non è così ca