Sanzioni economiche contro la Russia: cosa sono e perchè sono applicate

Scritto il alle 16:41 da Redazione Finanza.com

Le sanzioni economiche contro la Russia sono state intraprese per la prima volta il 12 settembre 2014, con l’azione congiunta dell’Unione Europea e degli Stati Uniti per ‘punire’ l’intervento diretto del governo russo nell’affaire Ucraina. Le sanzioni sono state decise, secondo un piano di inasprimento, in “risposta alle azioni illegali in Ucraina” allo scopo di convincere la Russia al ritiro dei soldati dai territori dal paese.

Le sanzioni sono volte a colpire quelli che sono i settori chiave dell’economia russa e cioè difesa, energia e finanza. In particolare, viene limitato l’accesso dei cinque principali istituti bancari russi ai mercati finanziari ma la stessa sorte tocca anche ai tre giganti nazionali del petrolio (Gazprom-neft, Rosfnet e Transfnet) e ai tre principali produttori di armi, altro grande pilastro dell’economia russa. Inoltre Usa e Unione Europea hanno isolato la Russia a livello diplomatica spingendola fuori dal G8.

In ambito finanziario le sanzioni si esplicano nel divieto di concedere prestiti ed acquisti di azioni e obbligazioni con scadenze superiori ai 30 giorni. E’ bene citare però per intero l’articolo 2 del regolamento (n. 1290/2014) che spiega in maniera chiara la decisione assunta:  “Allo scopo di esercitare pressioni sul governo russo è altresì opportuno applicare ulteriori restrizioni sull’accesso al mercato dei capitali per determinati enti finanziari, esclusi gli enti con sede in Russia dotati di status internazionale stabiliti da accordi intergovernativi e aventi la Russia tra gli azionisti, restrizioni per persone giuridiche, entità o organismi del settore della difesa con sede in Russia, esclusi quelli che operano prevalentemente nell’industria spaziale e nel settore dell’energia nucleare, e restrizioni per persone giuridiche, entità o organismi con sede in Russia le cui principali attività riguardano la vendita e il trasporto di petrolio greggio o prodotti petroliferi. Tali restrizioni non si applicano ai servizi finanziari diversi da quelli di cui all’articolo 5 del regolamento (UE) n.833/2014, quali le attività di deposito, i servizi di pagamento, i servizi assicurativi, i prestiti erogati dagli enti di cui all’articolo 5, paragrafi 1 e 2 di tale regolamento e gli strumenti derivati utilizzati a fini di copertura nel mercato dell’energia”.

Le sanzioni continuano, poi, con la sospensione dei visti per l’ingresso in Europa che sono stati negati ai principali oligarchi russi che rientrano in una lista di 24 indesiderabili.

Ancora non sono state emanate, invece, sanzioni ufficiali per quanto riguarda eventuali tagli al gas del quale la Russia è il principale esportatore in Europa. Tuttavia paesi come la Slovacchia e la Polonia hanno dichiarato di aver notato degli improvvisi e inspiegabili cali nell’erogazione del gas che avviene proprio dalla Russia.

Prima di giungere alle sanzioni, i paesi europei avevano chiesto a Putin di contribuire a realizzare una sorta di allentamento della tensione nell’Europa dell’Est ma la risposta del Cremlino non è stata quella sperata. Piuttosto l’atteggiamento della Russia è stata tutt’altro che conciliante tanto che, invece di fare un passo indietro, ha a sua volta minacciato Europa e Stati Uniti di attuare delle contro-sanzioni, in particolare nel settore dell’abbigliamento e dell’auto, due comparti chiave sui quali si basano le esportazioni europee.

Dmitri Medvedev, premier russo, ha fatto sapere in un’intervista pubblica che se non dovesse cambiare l’atteggiamento di Usa ed Europa – accusati dalla Russia di intromettersi in faccende che non sono di loro competenza – il clima potrebbe tornare quello degli anni Ottanta, con guerra fredda e blocco di esportazioni ed importazioni. Il fronte compatto USA/UE non sembra voler cedere, anche se a conti fatti il regime di restrizioni messo in atto è molto meno restrittivo rispetto alle iniziali intenzioni. E’ da leggersi dunque nel pieno rispetto delle norme, l’accordo sancito nel dicembre 2014 per un finanziamento di circa 400 milioni di euro concesso dall’italiana Unicredit al gigante russo del gas Gazprom.

E’ stato deciso negli ultimi giorni dai ministri degli Esteri dell’Unione europea (Ue) di estendere fino alla fine di gennaio 2016 le sanzioni economiche contro la Russia, dettata dall’intenzione di capire la real applicazione del cessate il fuoco deciso da Mosca lo scorso febbraio e che dovrebbe concretizzarsi entro la fine del 2015.

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