Compensi sportivi dilettanti: quale regime fiscale

Scritto il alle 17:25 da Redazione Finanza.com

La differenza fra sportivi professionisti e dilettanti

Il lavoro sportivo professionistico è disciplinato dalla legge 23 marzo 1981, n. 91, che ne qualifica i seguenti elementi:

1) corrispondenza ai modelli formali individuati dalla Federazioni sportive nazionali;

2) onerosità;

3) continuità della prestazione sportiva;

4) stipula per iscritto del rapporto tra lo sportivo e la società destinataria delle prestazioni;

5) obbligo, per la società destinataria delle prestazioni, di rivestire la forma di società per azioni o a responsabilità limitata.

Attualmente il CONI ha riconosciuto il professionismo sportivo solo per sei federazioni e più precisamente:  Calcio, motociclismo, ciclismo, pugilato, golf e pallacanestro. Pertanto solo i tesserati di tali discipline possono appartenere alla categorie degli sportivi professionisti.

Compensi pagati dalle Associazioni Sportive dilettantistiche

Le associazioni sportive dilettantistiche, al fine di svolgere la propria attività , si avvalgono di atleti ai quali erogano compensi, premi, rimborsi e indennità per le prestazioni.

Il regime fiscale, in tale ambito, gode di una disciplina agevolata. Infatti le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’U.N.I.R.E. (Unione nazionale per l’incremento delle razze equine), dagli Enti di promozione sportiva e dalle associazioni sportive dilettantistiche rientrano tutti nella categoria dei “redditi diversi”.

Perchè le somme percepite possano essere classificate come “redditi diversi”, occorre la presenza di due requisiti: la manifestazione a carattere dilettantistico (requisito oggettivo) e compensi erogati a dilettanti (requisito soggettivo).

Ad esempio, non si possono considerare redditi diversi quelli corrisposti ad un arbitro dilettante quando dirige una gara professionistica né i compensi corrisposti ad un’atleta professionista se partecipa ad un evento sportivo dilettantistico.

Le imposte sui compensi agli sportivi

I compensi erogati per queste prestazioni non subiscono alcuna trattenuta Irpef fino all’importo di 7.500 euro. Inoltre, fino a tale importo, le somme percepite non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’Irpef per il percipiente.

Per importi superiori, le associazioni sono invece tenute a trattenere dalle somme pagate una ritenuta Irpef pari al 23% (ovvero l’aliquota del primo scaglione da versare con codice tributo 1040), maggiorata delle addizionali all’Irpef. Tale ritenuta si effettua:

• a titolo d’imposta, se la somma è compresa tra 7.501 e 28.158,28 euro;
• a titolo d’acconto, se superiore a 28.158,28.

Pertanto nel primo caso, l’atleta che ha percepito il compenso è stata tassata definitivamente e non dovrà indicare nella propria dichiarazione dei redditi (qualora sia tenuto a presentarla) il compenso ricevuto. Nel secondo caso, viceversa, ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi in cui dovrà riportare l’importo ricevuto e la ritenuta subita.

Gli sportivi che in un periodo d’imposta incassano più compensi da associazioni sportive diverse, devono autocertificare l’ammontare complessivo delle somme percepite, in modo da consentire alle stesse di verificare se e su quale importo debba essere effettuata la ritenuta Irpef.

Lo stesso trattamento fiscale agevolato anche a coloro i quali svolgono all’interno dell’associazione, purché in maniera non professionale, le funzioni amministrative e contabili. Sono escluse dall’imponibile e, pertanto, non vanno assoggettate a ritenuta Irpef, le indennità chilometriche e i rimborsi delle spese documentate per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, sostenute dallo sportivo per prestazioni effettuate al di fuori del Comune di residenza.

Quale ritenuta IRPEF sui compensi pagati agli sportivi dilettanti

– Fino a 7.500 euro                    Nessuna Ritenuta
– Da 7.501 a 28.158,28 euro     Ritenuta definitiva del 23%
– Oltre 28.158,28 euro               Ritenuta d’acconto del 23%

Quale differenza tra rimborso e compenso?

Il Compenso viene corrisposto in seguito ad una prestazione di un atleta/istruttore/giudice/allenatore/dirigente/ecc. nel compimento dell’attività sportiva dilettantistica o ad essa assimilabile.

Il Rimborso è la restituzione di denaro speso in nome e per conto dell’Associazione per l’acquisto di un prodotto o servizio. Ad esso si accompagna il giustificativo di spesa, necessario per la rendicontazione (ad esempio fattura o ricevuta di spesa).

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