Contanti e limite dei 1000 euro: come funziona

Scritto il alle 15:30 da Redazione Finanza.com
Limite 1000 euro

In Italia, moltissimi pagamenti vengono effettuati in contanti, nonostante il sempre maggior utilizzo di mezzi di pagamento elettronico, come carta di credito o bancomat. Uno dei motivi principali è sicuramente che molti italiani ancora non dispongono di un conto corrente (le statistiche parlano di 15 milioni di italiani unbanked), per cui i pagamenti “cash” sono spesso l’unica possibilità.

Tuttavia, la circolazione di contante è anche la forma più semplice per tutta una serie di illegalità, dai pagamenti in nero, al riciclaggio, all’evasione fiscale, per cui a partire dal 6.12.2011 il governo Monti introdusse una riforma restrittiva sull’uso dei contanti per il prelievo e i pagamenti, fissata in 1000 euro. Va detto, però, che questa riforma fu un’ulteriore restrizione della visto regolamentazione fino ad allora in vigore per l’uso dei contanti; tuttavia, essendo la soglia più alta, 2500 euro, non riusciva a fungere da barriera contro una serie di transazioni di denaro non sempre chiare.

A chi è applicabile il limite dei 1000 euro?

Il limite è sempre valido, per qualsiasi tipo di pagamento, sia esso un pagamento in negozio sia il pagamento dell’affitto o quello di un professionista.
Tuttavia esistono dei casi particolari in cui i pagamenti in contanti per cifre superiori a quella limite sono accettati, ma solo se effettuati tramite gli uffici postali, le banche o gli istituti di moneta elettronica, che rendono certa la tracciabilità di ogni movimento. Il principale motivo per cui è stata abbassata la soglia dell’utilizzo dei contanti, infatti, è proprio quella di poter avere sempre una tracciabilità dei movimenti consistenti di denaro, alla base di una corretta politica fiscale.
In caso i violazione, entrambi i soggetti coinvolti nello scambio illecito, vengono sanzionati con multe che vanno dall’1% al 40% dell’importo trasferito. Il sottosegretario alle Finanze Enrico Zanetti ha recentemente ricordato che la norma si applica tutti i soggetti residenti nello Stato indipendentemente dalla loro nazionalità.

turisti stranieri in Italia

Turisti stranieri: quale limite

Un altro caso di “eccezione” alla regola del limite di pagamento è quello dei turisti non europei: i cittadini non europei con residenza fuori dal territorio italiano possono effettuare pagamenti in contanti per somme fino a 15.000 euro per operazioni relative al commercio al dettaglio e per le agenzie di viaggio. La tracciabilità di queste transazioni deve però avvenire tramite acquisizione di copia del passaporto che evidenzi che il soggetto pagante non sia cittadino italiano né europeo. Tali operazioni, infatti, vanno comunicate all’Agenzia delle Entrate per non incorrere in sanzioni.

Per la maggior parte dei casi, chi si trova nelle condizioni di doversi adeguare alla nuova legge, sono soprattutto le piccole e medie imprese, che devono effettuare i pagamenti degli stipendi o di altri contributi ai propri dipendenti solo ed esclusivamente tramite accredito sul conto corrente o tramite assegni non trasferibili, tutti mezzi facilmente tracciabili in caso i controlli del Fisco. Ne deriva che la riforma ha costretto molti italiani ad aprire un conto corrente, ma ancora oggi si registra che l’Italia sia l’ultima nazione d’Europa per utilizzo di denaro elettronico.

E proprio per chi ha da poco aperto un conto corrente e ancora non conosce al meglio le possibilità di utilizzo del denaro elettronico, va detto che il limite dei 1000 euro non è valido per i prelievi allo sportello. Nonostante alcuni dubbi, sorti inizialmente, la corretta interpretazione delle normativa evidenzia che i prelievi in banca o alla posta non sono soggetti a limiti e, soprattutto, eventuali prelievi di somme superiori ai 1000 euro non sono soggetti a segnalazione da parte dell’istituto erogante.

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