La prima edizione dell’Expo a Milano: 1906

Scritto il alle 15:05 da Redazione Finanza.com

Manca ormai pochissimo all’Expo, che Milano si appresta ad ospitare per la seconda volta nella storia. La precedente edizione fu nel 1906 quando la città meneghina fu il palcoscenico dell’Esposizione Universale, che si svolse dal 28 aprile all’11 novembre in strutture progettate e costruite per l’evento nella zona che oggi è il Parco Sempione e che nel 1923 diventerà l’area della Fiera di Milano.

Preposto alla realizzazione dell’Expo fu Cesare Mangilli, banchiere e finanziere nato a Milano nel 1850 e che morì pochi anni dopo l’Esposizione Universale, nel 1917. Per dare vita all’Expo vennero investiti 13 milioni di lire di quel tempo e le costruzioni sorte ex novo furono più di 200: sembra incredibile, ma l’unica che ha resistito al tempo, superando anche la Seconda Guerra Mondiale, è l’Acquario civico. Le nazioni che presero parte alla kermesse furono 26, tra cui tutti i paesi del Sud America, gli espositori furono poco meno di 40 mila mentre i visitatori si attestarono su un numero compreso tra i 5 e i 7 milioni, un vero e proprio record per l’epoca.

Chiamato a disegnare l’immagine simbolo della manifestazione fu Leopoldo Metlicovitz, il quale partendo dal presupposto che la tematica portante dell’esposizione erano i trasporti, decise di omaggiare la creazione del traforo transalpino del Sempione, che aveva visto la luce proprio nell’anno dell’Expo milanese e che aveva reso realtà quello che è passato alla storia come il primo collegamento ferroviario tra la città meneghina e la capitale francese.

Come detto, il tema prescelto per questa edizione fu quello dei trasporti e tutto ciò che ad essi può essere connesso, anche se rientrante in settori diversi da quello dell’industria. Fu questo il motivo per cui si arrivò alla scelta di dare vita a due settori distinti: uno dove l’esposizione era concentrata su tutto quello che concerneva il mondo ferroviario, con la presenza di svariate motrici arrivate da alcuni paesi partecipanti. In un altro settore lo spazio era invece di esclusivo appannaggio delle mostre di tipo artistico.

Tra i padiglioni che ebbero un ottimo riscontro da parte di chi si recò all’Expo vi fu quello chiamato “Parco Aerostatico”, dove fu possibile vedere palloni aerostatici creati con aria e gas. Fu molto apprezzata anche la mostra aeronautica, nel corso della quale fu possibile ammirare l’aeronave Italia, realizzata da Almerico da Schio e che costituì il primo dirigibile della storia italiana.

Tra i padiglioni tematici sono ancora oggi ricordati il padiglione Agraria, che seppe riscuotere successo per lo stile liberty adottato per la sua costruzione.
Vi furono ovviamente anche i padiglioni tematici dei paesi partecipanti e per capire l’importanza dell’Expo del 1906 basti pensare al fatto che nel padiglione della Russia fu esposta la collezione della zar Nicola II di porcellane prodotte nelle fabbriche imperiali  e che anche la Cina, allora paese molto chiuso al resto del mondo, partecipò.

Va infine ricordato che l’Expo del 1906 ebbe anche dei momenti negativi: inizialmente doveva tenersi nel 1905 ma i ritardi nei lavori del traforo del Sempione fecero optare per lo slittamento all’anno successivo. Inoltre in agosto, dunque in pieno svolgimento, si verificò un incendio che obbligò alla ricostruzione del padiglione dell’Architettura, il quale fu nuovamente inaugurato meno di due mesi dopo l’incendio al cospetto del Re d’Italia Vittorio Emanuele III.

 

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