Addizionale regionale Irpef, stangata per i redditi medio-alti. Si salvano i lombardi

Scritto il alle 16:12 da Redazione Finanza.com

Il Fisco a livello locale non molla la presa sui contribuenti italiani con nuovi aumenti in arrivo per le Addizionali Regionali. Al momento risultano 5 i Governatori che hanno modificato le addizionali regionali Irpef e aumenti diffusi riguarderanno soprattutto i redditi medio-alti. A esclusione della Lombardia, sono previsti aumenti soprattutto per i redditi con più di 40.000 euro. Nonostante siano solo 5 le Regioni interessate dal monitoraggio curato dalla Cgia, il campione è molto significativo riguardando il 41,4% dei contribuenti Irpef del totale nazionale.

L’aggravio maggiore in Piemonte
In Abruzzo il rincaro sarà di 38 euro e varrà per quasi tutti i livelli di reddito; in Emilia Romagna invece i redditi sino a 39.000 euro addirittura ci guadagnano, mentre a partire dai 40.000 euro si registrerà un leggero aggravio pari a 2 euro, per arrivare a sfiorare i 1.500 euro di tasse in più per i redditi da 300.000 euro. Anche in Liguria i contribuenti con più di 40.000 euro si troveranno un aumento di 5 euro, fino a toccare i 1.560 euro in più per i più ricchi. In Piemonte, invece, l’incremento delle aliquote comporterà un inasprimento della tassazione molto significativo: se per i redditi oltre i 40.000 euro si pagherà 53 euro in più, per i redditi superiori si arriverà a pagare oltre 2.500 euro per la soglia dei 300.000 euro.

Maroni risparmia i lombardi: niente aumenti per redditi fino a 100mila euro
Niente sorprese sgradevoli in busta paga per i lombardi. La regione guidata da Roberto Maroni non apporterà alcuna variazione rispetto allo scorso anno per i redditi fino ai 100.000 euro. I contribuenti con un reddito oltre i 150.000 euro pagheranno 5 euro in più, per arrivare a un aumento di 20 euro per i redditi da 300.000 euro.

Pesa taglio trasferimenti deciso da legge Stabilità
“Al netto degli obblighi di legge che hanno imposto ad alcuni Governatori la modifica delle aliquote e anche degli scaglioni di reddito dell’addizionale regionale Irpef – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – l’inasprimento dell’imposizione è legato anche al taglio dei trasferimenti deciso con l’ultima legge di Stabilità. Nel 2015, infatti, le Regioni a statuto ordinario subiranno una riduzione delle risorse erogate dallo Stato centrale di 3,5 miliardi di euro che, in parte, sarà compensata dall’aumento delle tasse locali”.

L’anno di riferimento è quello di competenza: pertanto, il pagamento effettivo avverrà l’anno successivo: nello specifico, l’importo delle addizionali regionali del 2014 verrà versato nel 2015 e quello di competenza per l’anno in corso nel 2016.

 

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