I soldi fanno la felicità! Gli scienziati ne sono sicuri

Scritto il alle 10:00 da Redazione Finanza.com

Indaga sul legame che intercorre tra i soldi e la felicità lo studio di due psicologi della San Francisco State University, Justin Wolfers e Betsey Stevenson, pubblicata qualche giorno fa dal National Bureau of Economic Research. Secondo questo studio, nel mondo le nazioni ricche sarebbero innegabilmente più felici di quelle povere e la situazione non cambierebbe di molto neanche volendo esaminare i singoli abitanti. 

Questa affermazione, che a prima vista potrebbe sembrare quasi banale per la sua ovvietà, in realtà si inserisce in un preciso filone di indagine che da anni ormai vuole stabilire un legame definitivo fra denaro e soglia di felicità. L’obiettivo è quello di smentire il paradosso di Easterlin secondo il quale il denaro non fa la felicità. E per raggiungere questo obiettivo si investono, intanto, molti soldi.

Secondo il Professor Ryan Howell, ordinario di psicologia, non sarebbero i soldi a fare la felicità ma il loro modo di spenderli. In particolare il livello di felicità aumenterebbe con l’acquisto di beni tangibili in quanto più concreti rispetto all’acquisto di viaggi e concerti che sono sì esperienze di vita ma sono giudicati beni troppo poco durevoli e quindi in grado di apportare una minore felicità. Alla conclusione totalmente opposta era arrivato invece uno psicologo della Cornell University, Thomas Gilovich, secondo il quale i beni materiali tendono ad assuefare l’individuo che trae invece maggior piacere da un’esperienza di vita che potrà non solo condividere ma anche raccontare agli altri per lungo tempo, migliorando la propria carica edonistica. Secondo Sonja Lyubomirsky dell’Università della California per trarre allora maggior piacere dai beni materiali occorre non abituarsi al loro possesso e per farlo è necessario talvolta privarsene per un periodo di tempo in modo tale da provarne poi successivamente ancora più piacere. 

Per Elizabeth Dunn della University of British Columbia il denaro dà felicità in quanto ci può rendere più padroni del nostro tempo. Secondo la psicologa, infatti, solo con il denaro è possibile acquistare una casa vicino al luogo di lavoro in modo tale da abbattere i tempi di spostamento ed avere più tempo per sè e per la propria famiglia. Del pendolarismo e dell’infelicità che causa parla anche lo studio dei due svizzeri Bruno Frey e Alois Stutzer, dell’Università di Zurigo, che hanno calcolato che occorrerebbe circa il 40% di stipendio in più per compensare l’infelicità causata da un’ora di spostamenti pendolari al giorno. 

L’ultima ricerca che offre spunti interessanti sull’argomento è quella realizzata alla Princeton University a cura di Angus Deaton e Daniel Kahneman. I due studiosi hanno stabilito che 75 mila dollari all’anno sono il reddito massimo oltre il quale il livello di felicità non aumenta, almeno secondo la componente affettiva. Quella che invece tende ad aumentare anche oltre questo livello massimo è quella di tipo valutativo che considera il livello economico come la dimostrazione tangibile del raggiungimento dei propri obiettivi. 

Tutte ricerche di sicuro interesse. Certo, come negarlo. Ma la domanda che sorge spontane è altrettanto semplice: ha senso in un periodo di così profonda crisi economica che coinvolge l’intero globo parlare del rapporto tra il denaro e la felicità, soprattutto considerando che una famiglia su cinque entra ogni giorno nella categoria dei ‘nuovi poveri’? 
Agli studiosi l’ardua sentenza.

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