Sciopero generale: Venerdì 14 novembre giornata nera, ecco tutti i dettagli

Scritto il alle 16:45 da Redazione Finanza.com

I sindacati preparano le barricate. È stato infatti confermata per venerdì 14 novembre la giornata di sciopero generale annunciata dal leader della FIOM Maurizio Landini. Si prevedono numerosi disagi soprattutto nelle maggiori città italiane, soprattutto per via della mobilitazione dei lavoratori dei trasporti locali, marittimi e aerei.

ORARI E MODALITÀ DELLO SCIOPERO

Lo sciopero inizierà allo scoccare della mezzanotte fra giovedì 13 e venerdì 14, e avrà termine alle 23.59 della giornata di venerdì. A guidare la protesta sarà la Cgil, accompagnata soprattutto dalle principali sigle sindacali autonome come OR.SA, USB e COBAS. Le fasce orarie andranno però a differenziarsi leggermente a seconda delle categorie interessate. A incrociare le braccia per quasi l’intera giornata saranno infatti soprattutto i lavoratori dei trasporti terrestri e marittimi di sigle come CUB Trasporti e COBAS. Alcune eccezioni importanti saranno la metropolitana di Milano, che rimarrà aperta e attiva fino alle 18, chiudendo successivamente i battenti fino all’orario standard di fine servizio, o anche Perugia, nella quale la protesta degli addetti ai trasporti locali durerà dalle 10.00 alle 14.00. Per autobus e tram dovrebbero essere rispettate le due fasce di garanzia 6.00-9.00 e 18.00-21.00, nonostante gli enti invitino comunque i cittadini a continue verifiche tramite i portali web o i numeri di servizio informazioni. Si preannunciano poi disagi anche nel trasporto aereo, con gli addetti di EasyJet che incroceranno le braccia per l’intera giornata mentre il personale Alitalia-Cai e TechnoSky aderente allo sciopero si asterrà dal lavoro per quattro ore, rispettivamente dalle 12.00 alle 16.00 e dalle 8.00 alle 12.00. Infine, per il settore ferroviario, Trenord e Ferrovie dello Stato assicurano il rispetto almeno delle fasce orarie garantite, anche tramite l’ausilio di bus sostitutivi.


LE MOTIVAZIONI DELLA PROTESTA

La mobilitazione, non la prima di questo “autunno caldo”, pur capeggiata dal personale dei trasporti coinvolgerà anche il settore scolastico. Da quest’ultimo arriva infatti il grido d’allarme per la mancata stabilizzazione di migliaia di precari tra insegnanti e personale Ata. Sarebbero comunque numerosi i punti contestati del Jobs Act e della Legge di Stabilità tuttora in fase di discussione tra i banchi della politica. In particolare, a far storcere il naso a numerose categorie di impiegati sono il rischio di un’ulteriore proroga del blocco degli stipendi agli statali (varato già nel 2010), l’annunciata abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, e la scarsa chiarezza in materia di riforma delle pensioni. Su quest’ultimo punto era intervenuto nei giorni scorsi anche l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano, criticando senza mezzi termini il mancato intervento del governo a favore degli “esodati” prodotti dalla riforma Fornero, e la mancanza di un piano organizzato per favorire la cosiddetta “uscita flessibile” dal lavoro. Al centro, come sempre, le risorse finanziarie da recuperare per garantire un ricambio che da una parte favorisca i nuovi ingressi nel mondo del lavoro, e dall’altra possa agire da “cuscinetto” per i lavoratori più anziani in attesa del pensionamento vero e proprio. Ad attendere risposte, in particolare, i circa 4mila esodati del comparto scuola, i cosiddetti “Quota 96”, che dopo una sentenza del tribunale di Salerno che aveva riconosciuto il diritto alla pensione per 42 di loro potrebbero intravedere possibili speranze per il proprio futuro.

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