Made in Italy: in Valtellina nasce lo Sciur, il vino totalmente sostenibile

Scritto il alle 12:30 da Redazione Finanza.com

Nonostante la sua conformazione territoriale, a detta i molti, non sia particolarmente indicata per la coltivazione dei vitigni, la Valtellina è, oggi, una delle zone d’Italia più flore dal punto di vista enologico.
Le difficoltà della coltivazione vinicola in questo fazzoletto d’Italia particolarmente freddo, racchiuso tra due catene montuose, ha fatto sì che si sperimentassero nuove soluzioni, che alla fine hanno portato ai risultati sperati.

Il frutto del duro lavoro condotto dall’azienda vinicola Nino Negri, in collaborazione con gli ingegneri del Politecnico di Milano, infatti, si chiama Sciur, un vino innovativo e concretamente sostenibile. La presentazione è avvenuta con tutti gli onori pochi giorni fa nella sala della biblioteca del PoliDesign di Milano, zona Bovisa, dove sono accorse numerose persone, tra cui moltissimi giornalisti, per capire qualcosa di più su questo vino che rappresenta un’assoluta novità in campo enologico.

L’idea iniziale è nata da Casimiro Maule, l’enologo responsabile della cantina Negri, i cui vigneti si trovano distesi sulle dolci pendenze delle colline valtellinesi: una chiacchiera con Giacomo Mojoli di Slow Food ed ecco che il progetto comincia a prendere forma, con la decisione di coinvolgere nel progetto 20 studenti del rinomato Politecnico di Milano. Per un lavoro ancor più innovativo e ricco di spunti, sono stati scelti studenti di diverse nazionalità, che potessero in questo modo portare la loro scienza e conoscenza diversa al progetto.

L’intento di creare un vino sostenibile doveva essere espansa a 360 gradi: dalla coltivazione fino all’imbottigliamento e alla vendita, nelle idee della Cantina Negri questo vino doveva essere eco-sostenibile per l’ambiente. La sua produzione doveva rispettare il territorio valtellinese che ospita i vigneti, così bello e particolare che non merita di essere distrutto o modificato per mano dell’uomo.
La prima mossa da fare per dare un’impronta eco-sostenibile al progetto riguardava la tutela del territorio: la Valtellina è una valle molto particolare, che ospita l’uomo da milioni di anni. Purtroppo, alcuni elementi tipici di questa terra, testimonianze del passato e delle radici culturali di questa zona, sono stati rovinati dal tempo e dall’incuria. I ragazzi del Politecnico e gli operai dell’azienda hanno lavorato duramente per recuperare i muretti a secco che si trovano nei terreni dell’azienda Negri: un lavoro che ha richiesto molto tempo ma che ha permesso di salvare uno degli elementi tipici di questa zona.

Durante la conferenza stampa al Politecnico di Milano, i partecipanti al progetto hanno spiegato che la ventata di innovazione regalata dallo Sciur è solo un assaggio di quello che succederà in futuro in campo enologico e vinicolo.
Questo vino, che nelle sue note ricorda il Nebbiolo, deriva da uve che godono esclusivamente dei vantaggi dei concimi naturali, senza un largo uso di solfiti, coltivate in terreni non più grandi di 4 ettari che non hanno ancora 20 anni. Per questo motivo, sono state prodotte solo 15 mila bottiglie di Sciur. Inoltre, proprio per continuare il progetto di sostenibilità e di recupero del territorio, un euro per ogni bottiglia veduta dev’essere devoluto al recupero ambientale e alla tutela della Valtellina.
L’azienda Nino Negri è la più grande della Valtellina e possiede complessivamente 31 ettari di vigne: escursioni termiche elevate tra giorno e notte e lunghe esposizioni al sole, permettono alle uve Negri di esaltarsi e caricarsi di gusto.

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