Dalla Apple alla platea di Milano, al World Business Forum parola a Steve Wozniak

Scritto il alle 08:00 da Redazione Finanza.com

Milano accoglie il “Mago di Woz”. Nella nuova edizione del World Business Forum, evento economico-finanziario che riunisce oltre 2500 manager a vario livello, l’ospite più applaudito è stato proprio Steve Wozniak, ingegnere celebre per essere stato anche co-fondatore di Apple.

WOZ A RUOTA LIBERA: I BOCCIATI…

Quello che parla a una vasta platea di manager e imprenditori è uno Steve Wozniak in piena forma, con quella passione e quella “lucida follia” che lo hanno caratterizzato fin dalla pionieristica gioventù. Di idee e realizzazioni Mago Woz può vantarne eccome, tanto da aver fatto pensare a più di qualcuno che fosse proprio lui la vera mente della Apple dei primordi, nonostante la fama del compianto Steve Jobs. Nonostante neghi ogni tipo di risentimento, ma anzi confermi la grande amicizia che lo legava allo stesso Jobs, Wozniak mostra di calarsi perfettamente nella parte del “provocatore“, tema dominante di questa edizione del World Business Forum. La prima frecciata è per gli innovativi occhiali Google Glass, possibile futuro crack di mercato: “Bellissimi e li ammiro, ma non fanno nulla di utile per quel prezzo”. Un pensiero molto simile a quello riservato per l’ultima frontiera nel mondo dei dispositivi mobili, gli smartwatch: ridondanti e inutili, se confrontati con potenti e flessibili smartphone e tablet. Infine, qualche rimbrotto anche alla sua vecchia “casa”, la Apple. Secondo Wozniak, Apple potrebbe giovarsi di un atteggiamento di maggior apertura e collaborazione con altre innovative aziende del settore come Google. “Condividerei con il mondo intero le migliori cose per usarle e costruire su di loro”, ha continuato. 

…E I PROMOSSI

Pur calatosi per bene nelle vesti del provocatore, Wozniak ha comunque anche parole dolci per più di un interlocutore. Non potevano mancare, ovviamente, considerazioni sull’eterno amico-rivale Steve Jobs. Sul loro rapporto si è detto e scritto probabilmente tutto e il contrario di tutto. Si è detto che abbiano passato anni da quasi fratelli per poi trascorrerne altrettanti da acerrimi nemici commerciali e personali. Gli addetti ai lavori e gli appassionati si erano quasi divisi in due fazioni, gli uni inneggiando al genio inarrivabile di Jobs, gli altri affermando che Apple non sarebbe neanche nata senza Wozniak. In questo marasma è lo stesso Woz a mettere i puntini sulle i: “Eravamo molto amici, molto diversi, ma molto amici. Non abbiamo mai avuto una discussione, una battaglia”. Steve & Steve, con un filo invisibile a legarli per sempre nonostante le vicissitudini di un’epoca nella quale entrambi, ognuno a suo modo, hanno contribuito a gettare le basi della moderna informatica. Quando le parole di Woz si spostano nuovamente al presente, l’ingegnere plaude allo sviluppo del settore mobile (smartwatch a parte…), promuovendo anche il nuovo iPhone 6. Quando però gli chiedono quali tecnologie incontrino il suo interesse, Wozniak non ha dubbi: il WiFi, i pagamenti via smartphone, il controllo vocale e i dispositivi di replicazione dei cinque sensi. Risposte che dimostrano come il co-fondatore di Apple sia costantemente orientato a una visione della tecnologia come mezzo per migliorare la vita di tutti i giorni. Visione “filantropica” e genialità sono due dei cardini del suo carattere, pilastri che hanno contribuito all’assegnazione, nel 1985, della National Medal of Technology da parte dell’allora presidente statunitense Ronald Reagan, e all’inclusione nel 2000 nella National Inventors Hall of Fame. “Non è quando hai un’idea il momento bello, ma quando la realizzi“, ha detto alla platea del World Business Forum. Un concetto che probabilmente meriterebbe lo stesso riconoscimento tributato al celebre “Stay hungry, stay foolish” dell’amico Jobs.

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