Erasmus: Come sono gli affitti agli studenti in Europa?

Scritto il alle 10:30 da Redazione Finanza.com

Secondo recenti previsioni effettuate da vari istituti di ricerca, la popolazione universitaria è destinata ad aumentare costantemente nei prossimi anni. Secondo l’International Education of Australia, la cifra di studenti universitari supererà quota 200 milioni entro i prossimi 10 anni.
Di particolare interesse è la situazione europea, dove la popolazione di studenti universitari ammonta a circa 83 milioni: stando ai trend saranno 8 milioni i giovani europei che, nel prossimo decennio, decideranno di lasciare il proprio paese per studiare. Una scelta sicuramente coraggiosa ma che nasconde un dato totalmente inaspettato: a volte studiare all’estero risulta più conveniente che rimanere nel proprio paese.

I motivi di questo sorprendente dato sono moti. Innanzitutto lo scarso numero di abitazioni a disposizione: stando ai dati diffusi da diversi centri studi l’offerta copre solamente il 2% del fabbisogno. Inoltre i costi sono estremamente elevati, sopratutto se si paragonano a quelli di altri paesi interessati dal programma Erasmus. Per rendersene conto basta confrontare i dati relativi agli affitti nelle destinazioni più gettonate: nell’ultimo anno la maggior parte degli studenti Erasmus italiani hanno scelto Spagna, Germania e Francia come destinazione. Le mete preferite sono state, in particolare, città come Madrid, Barcellona, Parigi e Berlino. Tra gli atenei italiani, invece, il maggior potere di attrazione è stato esercitato da Bologna e, nettamente staccate, da Padova, Firenze e Roma. Prendendo come paragone appartamenti di analoghe dimensioni e situati in zone vicine alle università, appare chiaro come Roma e Milano siano tra le città più care per gli studenti, seconde solo a Parigi. Stupisce anche il fatto che un appartamento in zona centrale a Pisa abbia un costo identico ad un appartamento simile a Barcellona (circa 750 euro).
Ancora più significativo è il dato relativo ai tempi di attesa per la registrazione del contratto: nessuna delle città europee prese come campione di riferimento ha tempi analoghi a quelli di Roma. Se, infatti, nella Città Eterna servono circa 3 mesi per registrare un regolare contratto d’affitto, in Spagna, Germania e Francia l’attesa oscilla tra meno di un mese e massimo 2.

Si tratta certamente di dati preoccupanti, non solo per gli effetti deterrenti nei confronti degli studenti stranieri, ma, soprattutto, per l’inevitabile restrizione nella scelta delle offerte formative per gli studenti italiani con scarse capacità reddituali: a fronte di un costo della vita sin troppo elevato, la scelta ricade spesso sull’università più vicina al luogo di residenza, danneggiando gli effetti positivi che la mobilità degli studenti può portare sia in termini di qualità del percorso formativo individuale, che per l’arricchimento del contesto universitario stesso.

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