Calcio: Sicurezza negli stadi? Se a pagarla fossero i club di Serie A?

Scritto il alle 10:45 da Redazione Finanza.com

Parola d’ordine: riformare il calcio italiano. Se dal punto di vista prettamente sportivo qualcosa comincia a muoversi sotto la guida del neo presidente FIGC Carlo Tavecchio e del neo-ct della nazionale italiana Antonio Conte, rimane molto da fare sull’altro fronte caldo, quello della sicurezza negli stadi. La morte del tifoso partenopeo Ciro Esposito ha infatti riacceso i riflettori su una situazione ormai endemica nel Paese. Ammodernamento degli impianti sportivi, tessera del tifoso e Daspo hanno solo scalfito un problema le cui radici risiedono in una tragica deviazione della cultura del tifo. Al danno si aggiunge poi la beffa, con i facinorosi che rompono e la collettività costretta a sobbarcarsi il pagamento dei danni causati. 

QUANTO COSTA LA VIOLENZA NEGLI STADI?

Si discute, ma con pochi reali dati e poche soluzioni profonde. Secondo una prima stima le spese totali per la sicurezza, per ciascuna stagione calcistica, ammonterebbero a circa 45 milioni di euro. Nel calcolo sarebbero comprese voci come stipendi degli agenti, straordinari, indennità festiva, utilizzo dei mezzi di servizio e indennità per infortuni e malattia. A contestare in parte questi metodi di calcolo è la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, che per bocca del suo segretario nazionale Giorgio Innocenzi rivede al ribasso le cifre arrivando fino a 20 milioni. La differenza, secondo lo stesso Innocenzi, starebbe nel fatto che il primo calcolo terrebbe conto anche degli stipendi, una voce di spesa che dunque esisterebbe anche in qualunque altra situazione. Consap, assieme all’associazione dei consumatori Aduc, chiedono a gran voce al mondo politico una svolta, più precisamente che ad accollarsi le spese supplementari per la sicurezza durante le partite siano gli stessi club di Serie A. 

“PAGHINO I CLUB”

“Tutto questo ha un costo per il cittadino contribuente”, è il duro attacco di Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc, secondo il quale questo stesso costo non dovrebbe essere a carico della collettività. “Pagassero le società sportive!”, è la proposta del segretario. Mastrantoni cita per analogia un concerto di Sting tenutosi al Circo Massimo di Roma, per il quale l’ex leader dei Police aveva pagato di tasca propria per servizi di sicurezza e pulizia supplementari. La stessa cosa era peraltro accaduta nel recente concerto dei Rolling Stones sempre al Circo Massimo. Gli organizzatori del concerto avevano infatti sborsato più di 170mila euro in totale, nei quali erano compresi anche bagni chimici, sicurezza e pulizia post evento. Dello stesso parere il segretario di Consap Innocenzi, che rivolgendosi alle società della massima serie chiede loro di aprire i cordoni della borsa. “Sarebbe assurdo continuare ad accollare le spese ai cittadini e lasciare ai ricchi proprietari delle società solo gli utili“, rimproverava il segretario.

ALFANO: “USEREMO MANO DURA”

Se l’accordo con le società per un “mutuo soccorso” sembra lontano, il governo su proposta del ministro dell’Interno Alfano vara un nuovo pacchetto di provvedimenti, per cercare di arginare il fenomeno. Entrato in vigore da alcuni giorni, il decreto legge prevede anche una stretta verso gli striscioni considerati particolarmente offensivi o che incitino alla violenza, un forte aumento di pena e sanzioni pecuniarie verso chi si renda responsabile di frode o tentata frode sportiva, e lo strumento del Daspo verso chi si dovesse rendere colpevole di reati contro l’ordine pubblico, anche non legati a eventi sportivi. Il Ministro dell’Interno avrà inoltre il potere di disporre la chiusura del settore ospiti in caso di trasferte considerate particolarmente a rischio.

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