Tasi: Chi, quanto e quando pagare. Ma non tutti i comuni hanno fissato aliquota.

Scritto il alle 16:00 da Redazione Finanza.com

Ancora confusione sulla questione Tasi a causa dei ritardi di alcuni comuni che non hanno ancora provveduto a deliberare in merito. Delibere esecutive che sarebbero dovute arrivare al massimo entro il 10 settembre. Entro tale data, infatti, i sindaci ritardatari dovevano registrare nel portale del federalismo fiscale le relative delibere di approvazione dei regolamenti e delle aliquote. Nel caso in cui i comuni interessati non hanno adempiuto a tali provvedimenti non ci saranno più proroghe e i contribuenti pagheranno in un’unica soluzione con l’aliquota dell’1 per mille entro la data del 16 dicembre. Il countdown è finito e nei prossimi giorni, raccolti i dati pubblicati sul relativo portale, la situazione sarà più chiara. Chiarezza più volte invocata dai contribuenti spesso in preda alla confusione e in attesa delle dovute delucidazioni. Ora sarà compito degli uffici competenti pubblicare online entro il 18 settembre gli atti dei comuni che hanno deliberato entro l’ultima scadenza. 

Constatati i ritardi, le difficoltà operative e la reale situazione ad oggi, cerchiamo di fare un minimo di chiarezza e di prospettare i possibili scenari futuri. Situazioni differenti a seconda dei comuni di riferimento. Iniziamo dai proprietari di immobili che si trovano nei comuni che non hanno deliberato entro il 10 settembre. Come già sottolineato in precedenza, questa categoria di contribuenti pagherà la Tasi con l’aliquota più bassa (circa l’1 per mille) entro il 16 dicembre e in un’unica soluzione. Diverso il caso relativo ai contribuenti proprietari di immobili in quei comuni che hanno deliberato aliquote e regolamenti entro il 23 maggio scorso. Quest’ultimi, entro il 16 giugno, hanno già provveduto al versamento dell’acconto e sono in attesa di pagare il saldo entro la scadenza del 16 dicembre. Invece, coloro che hanno l’immobile nei comuni che entro la scadenza del 10 settembre sono riusciti a deliberare regolamenti e aliquote, dovranno versare l’acconto entro il 16 ottobre e il saldo entro il 16 dicembre.

Attualmente sono state pubblicate le delibere di circa 4750 comuni su un totale di 8.057 municipi. Considerati i ritardi e il fatto che le delibere di diverse amministrazioni comunali sono arrivate all’ultimo momento, questi dati saranno oggetto di aggiornamenti nei prossimi giorni. La Cgia di Mestre sulla base dei dati già arrivati ha dettagliatamente analizzato le aliquote di 76 comuni. Sulla scorta di quest’analisi è emerso che in 2 comuni su 3 in media l’importo da pagare per la Tasi è inferiore a quello dell’Imu. I proprietari della prima casa nelle città come Torino, Roma, Milano Genova e Napoli sono i principali beneficiari del risparmio economico. Un dato assolutamente parziale perché ci sono ancora grandi realtà cittadine come Bari e Palermo di cui non si conoscono le aliquote.

Se si tiene però presente che nell’anno 2013 la quasi totalità degli italiani è stata esonerata dal pagamento dell’Imu sulla prima casa, gli importi per la Tasi previsti per quest’anno rischiano di gravare non poco sul bilancio familiare. Situazione gravosa soprattutto a Bologna dove, come affermato dal segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, il versamento medio ammonterà a circa 867 euro. Una notizia che non farà certamente felici i proprietari di casa bolognesi.

Comunque adesso bisognerà attendere la diffusione della lista completa dei comuni che hanno deliberato i regolamenti e le aliquote per avere un quadro completo della situazione.

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