Articolo 18: coinvolge solo 2,4% delle imprese ma tutela ben il 57,6% dei lavoratori

Scritto il alle 15:39 da Redazione Finanza.com

Le dichiarazioni del ministro Angelino Alfano circa la necessità di abolire l’articolo 18 entro agosto, che ha trovato subito un altolà da parte del Pd, hanno contribuito a riaccendere la discussione circa la riforma del cosiddetto statuto dei lavoratori. L’articolo 18 va a tutelare in particolare il caso di licenziamento illegittimo, ovvero effettuato senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio. L‘Articolo 18 si applica solo alle aziende con più di 15 dipendenti (limite che scende a 5 per le aziende agricole).
Coinvolti più di 6 milioni e mezzo di lavoratori dipendenti
Secondo le stime elaborate dall’Ufficio studi della CGIA le aziende “interessate” dall’articolo 18 sono solo il 2,4 per cento del totale, mentre a essere tutelati da questo provvedimento sono il 57,6 per cento dei lavoratori dipendenti italiani occupati nel settore privato dell’industria e dei servizi. In termini assoluti, su poco meno di 4.426.000 imprese presenti in Italia, solo 105.500 circa hanno più di 15 addetti. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, invece, su oltre 11 milioni di operai e impiegati presenti nel nostro Paese (dati del Censimento dell’ Industria e dei Servizi dell’Istat 2011), quasi 6.507.000 (al netto dei dipendenti assunti con contratto a tempo determinato che lavorano nelle aziende con più di 15 dipendenti ai quali non si applica l’art. 18) lavorano alle dipendenze di aziende con più di 15 dipendenti, soglia oltre la quale si applica l’articolo 18.
“In una fase congiunturale così difficile – segnala il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – credo che l’eventuale proposta legislativa rivolta all’abolizione dell’articolo 18 darebbe luogo ad un duro scontro politico/sindacale che il Paese non si può permettere. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di pace e coesione sociale. Ritengo, inoltre, che l’aumento dei posti di lavoro si ottenga privilegiando le politiche legate alla domanda. In altre parole, dobbiamo rilanciare gli investimenti, i consumi interni e far crescere l’inflazione: solo così saremo in grado di creare le condizioni per rilanciare l’occupazione e riprendere il sentiero di crescita”.

 

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