Ferrero: La storia di Pietro Ferrero e dalla sua Nutella

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Il 20 aprile 1964 è una data cruciale nella storia industriale del nostro paese. Proprio quel giorno, infatti, le linee produttive del gruppo Ferrero, ad Alba, dettero alla luce il primo barattolo di Nutella. Si tratta dell’ultimo passo di una storia nata già negli anni ’20, quando Michele Ferrero iniziò a pensare ad una merenda al cioccolato da mangiare insieme al pane. Una merenda però a basso costo, riservata non al pubblico dei bambini, bensì agli operai.

Chi è Pietro Ferrero e quali sono i segreti del suo straordinario successo? Il fondatore di quello che è oggi uno dei maggiori simboli del Made in Italy (imitato e “sfidato” anche all’estero), non solo nel settore alimentare, nasce nel 1898, in una famiglia contadina delle Langhe. Proprio negli anni ’20 decide di spostarsi a Torino, uno dei vertici del cosiddetto triangolo industriale, ove apre una pasticceria. Vedendo gli operai andare al lavoro con pane e pomodori, Pietro inizia a pensare che una merenda dolce potrebbe essere una ottima alternativa per loro, soprattutto contenendone al massimo il prezzo.

Il risultato della sua intuizione è il cosiddetto pastone, considerato in maniera pressoché unanime il nonno della cinquantenne Nutella. Ideato nel 1925 è composto da cioccolato e nocciole, una pasta che si rivela presto ideale da spalmare sul pane. A sorpresa il pastone viene però largamente apprezzato anche dai bambini, spingendo Pietro a pensare anche a questa categoria, che farà in effetti le sue fortune.

Con l’arrivo della guerra è costretto a chiudere il suo laboratorio torinese e a tornare dalle sue parti, ove continua a lavorare su quel primo composto che risulta ancora leggermente duro. Nel corso delle sue ricerche si imbatte però in un barattolo di burro di cacao e la quadratura del cerchio risulta presto fatta. Il nuovo prodotto esce come Giandujot già nel 1946 e il successo è immediato. Nell’Italia uscita stremata dalla guerra il suo prezzo, inferiore cinque o sei volte a quello del cioccolato tradizionale, incontra subito il massimo gradimento dei consumatori. Quando poi Pietro decide di vendere il prodotto in monodosi, il cosiddetto cremino, diventa addirittura difficile tenere dietro agli ordini, tanto da costringerlo ad ampliare l’insediamento.

La storia successiva dell’azienda non sarà però lui a compierla, in quanto Pietro muore nel 1949. Il suo posto viene assunto prima da Giovanni e poi dal nipote Michele, il quale diventerà presto l’uomo più ricco d’Italia. Il successo della Ferrero è talmente imperioso da arrivare ad aprire uno stabilimento anche in Germania, ad Allendorf, lo stesso ove vengono prodotti i Mon Cherì. Un evento che ha un ruolo chiave in questa storia, in quanto l’internazionalizzazione del prodotto rende necessario trovare un nome più semplice da pronunciare rispetto a Giandujot. La scelta del nuovo nome sarà fatta personalmente da Michele, il quale opta per Nutella, facile da pronunciare in tutte le lingue. Allo stabilimento tedesco ne fanno seguito altri in Belgio, Olanda, Svizzera, Inghilterra e Danimarca. Dal 1964 proprio Nutella diventerà un prodotto universale in grado di unificare persone e mondi lontani, garantendo il successo di una azienda le cui fortune non vengono messe in crisi neanche dai momenti di crisi economica proprio grazie a quella originaria intuizione di una merenda a basso costo.

Basti considerare che ad oggi è considerata una delle migliori aziende in cui lavorare o che, proprio l’elogiata Nutella, tempo fa è stata studiata dall’Ocse come un esempio di azienda globale Made in Italy, maggiori info: http://redazione.finanza.com/2013/12/19/nutella-un-esempio-di-azienda-globale-made-in-italy-studiata-dallocse/

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