Tim Cook: Come si diventa CEO di Apple? I segreti del successo del successore di Steve Jobs

Scritto il alle 10:30 da Redazione Finanza.com

Tim Cook continua ad essere un vero rebus per tutti. La personalità e il fascino emanati dal Ceo di Apple è oggetto di un vero e proprio dibattito che coinvolge gli stessi dipendenti e che ha spinto una giornalista del Wall Strett Journal, Yukari Iwatani Kane a dedicargli un libro che ha provocato una decisa risposta di Cook.

Il successore di Steve Jobs ha condotto l’azienda di Cupertino a performance che ne hanno fatto il secondo brand mondiale in base alla classifica redatta da BrandZ (qui maggiori dettagli sulla classifica), ad opera di Millford Brown Optimor, relativa ai primi cento marchi al mondo. Una classifica in cui Apple compare dall’alto dei 148 miliardi di dollari che ne testimoniano il valore e che sono inferiori solo ai 159 collezionati da Google.

Laureatosi alla Auburn University, in ingegneria industriale, Tim Cook è entrato in Apple nel 1998, dopo i dodici anni trascorsi alla IBM in qualità di direttore della North American Fulfillment e i sei mesi in Compaq come Corporate Materials. La sua entrata è stata subito caratterizzata da obiettivi estremamente concreti e semplici, almeno all’apparenza: profitto, puntualità delle consegne e ottimizzazione dei costi dei migliori componenti presenti sul mercato. Gli esiti della sua politica sul magazzino si sono fatti immediatamente sentire, con un impatto determinante su uno dei punti deboli dell’azienda. Cook è infatti riuscito a limitare al massimo le perdite in un settore che vedeva Apple lasciare sul campo milioni di dollari ogni anno per prodotti impossibili da rivendere, affidando lo stoccaggio a terzi e chiudendo fabbriche e magazzini.
Prima di essere chiamato al timone dell’azienda, aveva già sostituto Steve Jobs per due brevi periodi, nel 2004 e cinque anni dopo, sempre con ottimi risultati.

Nonostante un salario che nel corso dell’anno 2013 è stato di 1,4 milioni di dollari, cui si sono aggiunti 2,4 milioni di bonus, Tim Cook vanta uno stile di vita abbastanza modesto, tanto da aver vissuto per molti anni in un appartamento senza grandissime pretese, in affitto. Lasciato per una casa di 230 metri quadrati acquistata insieme ad un solo posto auto, che impallidisce di fronte alle residenze principesche di molti colleghi. Anche le sue vacanze non sono quelle che ci si aspetterebbe da un top manager, limitandosi ad escursioni in montagna e pochi viaggi all’estero. Cui preferisce evidentemente le attività benefiche che lo hanno visto ripetutamente protagonista nel corso degli anni, simboleggiate dall’annuale appuntamento con la mensa dei poveri in cui si reca nel Thanksgiving Day.

Va anche ricordato che il suo avvento al timone di Apple ha portato ad un netto mutamento e ad una maggiore apertura verso i dipendenti, gratificati di ripetute comunicazioni in particolare tramite posta elettronica. Un cambio di rotta che ha avuto ottimi risultati che potrebbero essere consolidati dalla prossima World Wide Developers Conference ove sarà presentato il nuovo atteso iOS8, prima del rilascio delle versioni beta, come da consolidata tradizione. Mentre si dovrà attendere ancora qualche mese prima della presentazione di iPhone 6, anch’esso atteso al WWDC, ma poi slittato almeno ad agosto. Prodotti che potrebbero consolidare ulteriormente la fama e la posizione di Tim Cook.

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