Sergio Marchionne: biografia, storia e segreti del successo

Scritto il alle 10:30 da Redazione Finanza.com

Sergio Marchionne è uno dei manager più affermati nel nostro Paese. Da qualche anno alla guida della Fiat, la sua esperienza è da tanti anni al servizio delle grazie aziende italiane.
Viene considerato come uno dei più grandi condottieri d’azienda, capace di risolvere situazioni molto complicate risanando completamente le società.
Per questo motivo la Fiat lo ha chiamato al vertice e, nonostante le polemiche per una linea aziendale spesso non condivisa da opinione pubblica e operai, Marchionne è riuscito a risanare almeno in parte la casa di produzione automobilistica italiana.

Uno dei suoi segreti del successo è, senza dubbio, l’istruzione: Marchionne ha vissuto in Canada dall’età di 14 anni e qui si è laureato brillantemente in giurisprudenza, conseguendo anche un master in Business Administration per poi iscriversi a un corso di filosofia.
Una formazione a tutto tondo, quindi, per Marchionne, che entra nel mondo del lavoro come avvocato per poi, però, dedicarsi maggiormente alla gestione d’impresa. La sua carriera legale gli diede la possibilità di acquisire i meccanismi e le dinamiche di un ambiente particolarmente difficile, dandogli anche gli strumenti legislativi idonei per districare anche le problematiche più complesse.
Ma gran parte del suo successo, forse, dipende dalle caratteristiche caratteriali e mentali di questo piccolo grande uomo di potere; Marchionne ha sempre avuto la capacità di guardare le aziende che ha guidato come se fossero dei macro sistemi da sviluppare in ogni singolo comparto per raggiungere l’obiettivo finale.

Prendendo l’esempio della Fiat, Marchionne in poco tempo è riuscito a portare i conti societari dal rosso al nero; una delle sue azioni vincenti nella gestione Fiat è stata attuata proprio nei primi anni al Lingotto, quando l’azienda rischiava di collassare davanti alla previsione di un contenzioso in tribunale con un socio di Detroit, la Gm. Forte delle sue conoscenze legali e amministrative, frutto della decennale esperienza a capo di importanti gruppo di caratura mondiale, Marchionne non è solo riuscito a evitare il contenzioso, che avrebbe decretato la morte della Fiat, ma ha addirittura ribaltato la situazione a suo favore, riuscendo a riprendere il 10% societario in mano alla Gm, riacquisendo, così, la totale libertà industriale per far ripartire l’azienda senza vincoli di sorta.

Una mossa che, stando agli analisti dell’Economist che hanno messo questa vicenda sotto la lente d’ingrandimento, è merito quasi esclusivo di Sergio Marchionne. La sua grande capacità, quasi visionaria, di intuire le possibilità di un’azienda anche quando questa è vicina al punto di non ritorno, deriva senza dubbio da una mente creativa ma scientifica e razionale.
Uno dei punti di forza della carriera di Marchionne è anche l’intuizione nel marketing: le sue idee, controverse sotto certi aspetti, hanno saputo riportare il marchio Fiat nel cuore degli italiani, facendolo apprezzare anche Oltreoceano.

Marchionne si è sempre mostrato come un uomo ambizioso e determinato, senza mai ostentare: il low profile è una delle sue caratteristiche più spiccate, di cui il famosissimo maglione girocollo blu è l’emblema.
L’immagine che Marchionne ha sempre voluto dare di sé è quella del manager normale, che non ostenta e che si mette al pari dei suoi operai: il maglione blu è solo uno degli elementi di questa studiatissima operazione di marketing, che prevede anche l’utilizzo di una delle vetture più rappresentative della Fiat, la 500, come mezzo per i trasporti ordinari, invece di altre vetture più lussuose.
Secondo tanti, questa sua scelta è uno dei segreti del successo, che lo pone in maniera positiva nei confronti degli operai da una parte e degli investitori da cui dipende il futuro societario dall’altra.

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