George Soros: da facchino a finanziere di fama mondiale, storia e segreti del suo successo

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

George Soros è un investitore finanziario. Un magnate americano di origine ungherese e un filantropo. Un uomo le cui capacità gli hanno consentito di divenire uno dei più ricchi al mondo (25esimo secondo Forbes) partendo da zero.

Soros è nato nel 1930 a Budapest, in Ungheria, da una famiglia ebraica. Sua madre aveva un negozio dove vendeva seta. Suo padre era un avvocato.
Emigrò in Inghilterra nel 1947 per studiare presso la London School of Economics lavorando come facchino ferroviario e come cameriere, nonché come venditore di souvenir.

Più tardi Soros racconta che queste esperienze giovanili lo convinsero che il segreto del successo finanziario stava nel trading con le banche d’affari e non nei lavori tradizionali.
Dopo la laurea e un dottorato in filosofia entra nella banca Singer & Friedlander.
Nel 1956 si trasferisce a New York dove lavora nell’arbitraggio per la banca d’affari F. M. Mayer e come analista per la Wertheim & Co. Durante questo periodo sviluppa la teoria della riflessività. In sintesi la sua teoria spiega che la valutazione di qualsiasi mercato produce un circolo virtuoso o vizioso prociclico che colpisce ulteriormente il mercato. In sostanza chi valuta i mercati (come le banche d’affari o le agenzie di rating) produce un effetto nella stessa direzione della valutazione e quindi lo condiziona.

Nel 1970 fondò il Soros Fund Management e nel 1992 divenne ricchissimo e famoso come “l’uomo che ha rotto la Banca d’Inghilterra“, a causa della sua vendita di 10 miliardi di dollari in sterline, dandogli un profitto di 1 miliardo di dollari durante il Mercoledì nero britannico.

I segreti del successo

Da quel momento in poi le sue analisi gli hanno consentito di inanellare risultati finanziari al limite della magia, confermando ulteriormente le tesi riportate nel suo libro “L’alchimia della finanza” e alimentando la sua fama.
Più volte gli è stato chiesto di svelare il segreto del suo successo e le sue risposte sono sempre arrivate.

Egli attribuisce il proprio successo al fatto di essere in grado di riconoscere quando sbaglia: “sono ricco solo perché so quando ho sbagliato … e ne ho imparato veramente la lezione. Sono sopravvissuto riconoscendo i miei errori. Ogni volta che si sbaglia si deve combattere per prendere la decisione migliore“. Lui racconta che in questi momenti di travaglio ha sempre un forte mal di schiena che va via immediatamente dopo aver deciso cosa fare. Il suo motto è “Make your smile everyday“, fate in modo di sorridere tutti i giorni.

Una delle sue previsioni più famose fu quella del Febbraio 2009 affermando che il sistema finanziario mondiale era effettivamente disintegrato e aggiungendo che non vi era alcuna prospettiva di una risoluzione a breve termine della crisi economica mondiale.

Molti ritengono inoltre che la sua fortuna finanziaria si annidi nella sua capacità di manipolare le informazioni che circolano nei mercati. Ipotesi questa un po’ da fantascienza e probabilmente derivante proprio dalla teoria della riflessività elaborata da Soros.

In ogni caso è vero che spesso le sue valutazioni fanno tremare banche e governi nazionali. Come la caduta dell’euro del 10% rispetto al dollaro di qualche anno fa che sarebbe dipesa da “speculatori finanziari” secondo il Premio Nobel per l’ Economia Joseph Stiglitz.

In effetti proprio i fondi di investimenti, come quello di sua proprietà, riescono a trarre i maggiori profitti da queste forti e temporanee perturbazioni finanziarie (http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/15/Euro_trucchi_chi_gioca_ribasso_ce_0_100215018.shtml).

Soros è considerato un abilissimo “manipolatore del mercato”, ma allo stesso tempo è riconosciuto il suo impegno filantropico. Ha fatto del suo nome il suo marchio come speculatore di enorme successo ma dal 1970 la una parte delle sue ricchezze è dedicata a favorire le nazioni emergenti a diventare “società aperte”, tolleranti delle nuove idee e diversi modi di pensare.

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