La Ue denuncia: i siti web per viaggi in Italia non tutelano il consumatore

Scritto il alle 10:00 da Redazione Finanza.com

Numeri pesanti arrivano da parte dell’Unione Europea riguardo le tutele e la trasparenza verso i consumatori da parte dei siti internet che si occupano di viaggi. Un settore che negli ultimi anni ha conosciuto un’enorme espansione, con milioni e milioni di utenti che hanno sfruttato le varie offerte proposte per agganciare voli low cost, alberghi a basso budget e dunque chanches importanti per viaggiare senza esborsi economici eccessivi. Possibilità dei tempi moderni, ma non tutto è oro quel che luccica, recita un adagio ben più antico dei tempi di internet. E le rilevazioni dell’UE sembrano confermarlo.

Sono state infatti evidenziate irregolarità di vario tipo nei confronti dei consumatori da parte del 41% dei siti che su internet propongono offerte riguardanti i viaggi al pubblico italiano. La media del nostro paese risulta per il 3% più alta rispetto a quella generale del Vecchio Continente. Le violazioni riguardano il codice per la tutela dei consumatori che l’Unione Europea applica per tutti i paesi membri: un modo per tenere sotto controllo le transazioni commerciali che, nell’epoca del commercio su internet, possono essere senz’altro un campo minato ricco di insidie per chi si affida al mercato senza rete. L’UE ha parlato senza mezzi termini di violazioni molto gravi, considerando poi che paesi come Gran Bretagna, Spagna e Francia hanno fatto rilevare un numero di violazioni anche superiore a quello dell’Italia.

Insomma, chi viaggia di più, come era prevedibile, è anche più esposto alle violazioni dei propri diritti di consumatore. Entrando più nello specifico, le mancanze riguardano principalmente la mancanza di comunicazione e trasparenza nei confronti dei clienti. Ovvero, una mancata tempestività nel trasmettere variazioni che possono riguardare il prezzo del volo o del pacchetto aereo+hotel, fino all’orario o alla cancellazione stessa dei voli, che a volte non è stata neppure comunicata a chi aveva già acquistato l’offerta in rete. Sempre parlando di comunicazione, molte violazioni sono state rilevate riguardo la mancanza di chiarezza riguardo i termini di servizio e le condizioni delle varie offerte. Spesso, mancava anche un indirizzo di posta elettronica valido (che deve essere invece fornito per legge) con il quale comunicare o inoltrare lamentele in caso di disservizi, che possono riguardare lo smarrimento del bagaglio, così come i rimborsi in caso di ritardo oppure soppressione del proprio volo.

Una folta rosa di lacune che ha alimentato la preoccupazione del commissario europeo per i diritti dei consumatori Neven Mimica. I dati come detto sono stati definiti assolutamente non incoraggianti, anche alla luce della direzione verso la quale si sta muovendo un mercato in cui ormai un viaggiatore su tre si affida alla rete per scegliere le offerte disponibili. I siti monitorati dall’indagine dell’UE sono stati complessivamente 552, e Neven Mimica ha spiegato come il 62% rispetti le normative europee previste. Un buon risultato, ma il fatto che oltre un sito su tre sia irregolare non fa ancora dormire sonni tranquilli alle autorità di controllo. Per quando riguarda la specifica situazione italiana, sono 17 i portali dedicati alle offerte per i viaggi a non rispettare le norme europee, tra quelli controllati. Dunque, quattro siti su dieci tra quelli presi in considerazione non garantiscono al cento per cento il consumatore.

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