I migliori paesi dove godersi una rendita

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Lasciare l’Italia per l’estero: un pensiero che in questi tempi di profonda crisi economica persiste nella mente di molti giovani del nostro paese. Ma non solo: si tratta di una problematica che investe anche le preoccupazioni dei più anziani, e in particolare di chi, dopo una vita di lavoro, non ritiene che in Italia ci siano le condizioni ideali per godersi i frutti della propria pensione. Una scelta che ormai viene messa in pratica da una fetta sempre più considerevole di over sessantacinque. Sarebbero già quattrocentomila i nostri connazionali che hanno deciso di vivere all’estero gli ultimi anni della loro vita, sfruttando condizioni economiche favorevoli, e rivalutando di fatto la propria pensione a fronte di un costo della vita decisamente più contenuto.

Ma quali sono le mete preferite dai pensionati italiani che vogliono godersi la pensione oltre confine? Ragionando per macroaree, le zone predilette restano quelle del sud – est asiatico (Thailandia in testa) e dei centroamerica e del Caribe, con la Costa Rica ed il Brasile tra le destinazioni più gettonate. Una forte ascesa nelle preferenze si è fatta registrare negli ultimi anni per il NordAfrica, soprattutto per la Tunisia, mentre stanno crescendo in numero coloro che scelgono la carta dell’Europa dell’Est, dove le condizioni di soggiorno stanno migliorando, ma il costo della vita resta nel contempo sicuramente sostenibile.

Per trasferirsi in Costa Rica, in Thailandia o in Tunisia non occorre infatti poter fare affidamento su una rendita particolarmente facoltosa. Anzi: con una pensione e in generale un fisso mensile che può oscillare tra i seicento ed i mille euro al mese, si possono senza dubbio ottenere grandi privilegi rispetto a quella che sarebbe la vita da pensionati in Italia. Non solo: in alcune zone dell’America Centrale, infatti, i governi locali hanno fissato delle agevolazioni specifiche per gli over sessantacinque che decidono di trasferirsi dai paesi come l’Italia, ed acquistare un immobile. Comprare una casa in una nazione come il Messico o Panama, ad esempio, è estremamente più semplice rispetto all’Italia, e non solo dal punto di vista meramente economico, ma anche burocratico. Ci sono poche limitazioni riguardanti la cittadinanza, e tutte le altre problematiche che potrebbero investire la decisione di acquistare un immobile in un paese estero.

Analizzando la situazione nello specifico, comprare una casa in un paese come la Thailandia può arrivare a costare intorno ai ventimila euro, una cifra sicuramente irrisoria se paragonata a quelle che circolano nel mercato immobiliare del nostro paese. Per chi pensasse di trasferirsi in Indonesia, in un paradiso come Bali contornato da spiagge cristalline, il costo medio della vita si aggira intorno agli ottocento euro al mese. Cifre sicuramente abbordabili anche per chi arriva a percepire una normale pensione, superiore ai livelli minimi, ma sicuramente non parliamo di ricchezze smisurate, anche perché queste cifre possono poi essere integrate da rendite personali o assicurazioni private, cifre che possono essere destinate a conti riservati per garantirsi l’assicurazione sanitaria sul posto. Insomma, un trasferimento all’estero può rappresentare un’opzione alla quale sempre più italiani possono rivolgersi, soprattutto quelli che sono appena al di sopra della soglia media della pensione di anzianità, che nel nostro paese al momento è stimabile sui 649 euro: un eccellente misura per rivalutare i propri averi in vista della terza età.

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2 commenti Commenta
ancolos
Scritto il 20 aprile 2014 at 17:00

Purtroppo tanti poveri vecchi che contano solo sull’assegno sociale non la
possono nemmeno praticare questa soluzione, infatti risiedendo all’estero si perde il diritto all’assegno. vi sembra giusto? :(

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laforzamotrice
Scritto il 21 aprile 2014 at 09:12

ancolos@finanza,

Si, perchè se prendono la sociale significa che non hanno mai pagato contributi. Se ti sembra ingiusto questo, allora pensa a tutti quelli che verseranno una marea di contributi per un sacco di anni e poi NON avranno una pensione decente. E’ il destino di motissimi nel prossimo futuro.

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