Carlos Slim Helú: biografia e segreti del suo successo

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Carlos Slim Helù è il secondo uomo più ricco del mondo. Ad attestarlo è la rivista Forbes, che ogni anno compila la classifica dei Paperoni e che per il 2014 ha certificato la perdita dello scettro detenuto per quattro anni, dal 2010 al 2013, dal magnate messicano, passato ora a Bill Gates.
Nato a Città del Messico nel gennaio del 1940, in una famiglia di origini libanesi, Carlos Slim Helù ha costruito un vero e proprio impero nel settore delle comunicazioni, il Grupo Carso, capace di macinare fatturato e utili. Un successo costruito grazie ad alcune intuizioni che ne testimoniano in maniera eloquente il fiuto per gli affari, come quella di acquistare alcune delle imprese messicane più importanti, in un momento in cui molti preferivano portare capitali fuori dal paese. A partire da Telmex, la compagnia telefonica statale, acquistata ad appena 1,7 miliardi di dollari, in pratica la cinquantesima parte del suo valore attuale. Un acquisto reso possibile dagli agganci politici, quelli con il Pri, il partito che governa il paese da decenni, che si è rivelato un vero affare, considerato che la compagnia controlla il 90% delle linee fisse del paese. Alla Telmex si è poi aggiunta l’América Mòvil, specializzata in telefonia mobile, che possiede il 73% del mercato messicano e vanta oltre 120 milioni di clienti.

Figlio di un commerciante, Carlos Slim Helù ha potuto contare all’inizio su una piccola fortuna accumulata dal genitore grazie ad alcuni investimenti immobiliari, con la quale ha cominciato ad acquistare aziende e solidificare il primo embrione di quello che sarebbe poi diventato un impero. La sua politica di acquisizioni si è poi potenziata nel corso della crisi economica del 1982, quando ha capito per tempo gli spazi di manovra che la stessa apriva. L’arrivo di Carlos Salinas De Gortari al potere, nel 1988, ha poi fatto il resto. Il nuovo presidente, infatti, deciso a sostenere lo sviluppo di forze imprenditoriali locali, capaci di contrastare le imprese nordamericane, ha ulteriormente incrementato la politica di privatizzazioni, favorendo in particolare il gruppo capeggiato da Carlos Slim Helù.
Proprio la sua capacità di trattare con il mondo politico, è indicata da ammiratori e detrattori come la sua caratteristica principale, insieme alla spregiudicatezza. Per capire la sua capacità di manovra, basterà ricordare che il magnate messicano ha finanziato sia il Partito di Azione Nazionale, formazione di destra ultraconservatrice, che il Partito della Rivoluzione Democratica, di sinistra. Finanziamenti iniziati dopo il 1994, anno nel quale proprio lui ha ricoperto il ruolo di mediatore tra il Pri, di ispirazione centrista, e il governo statunitense.

Il risultato di questa capacità di manovra è un patrimonio stimato in miliardi di dollari, tale da costituire il 5% dell’intero Pil messicano. Il suo impero con il tempo si è allargato ad altri rami, come il settore bancario, il tabacco, l’immobiliare, l’energia, le assicurazioni e molto altro, tra cui il 3% delle azioni della Apple. Una fortuna immensa, ma mai ostentata, se si pensa che per molto tempo ha fatto a meno dell’autista per i suoi spostamenti e difficilmente si abbandona alla mondanità.

Alla sua popolarità contribuisce notevolmente il filantropismo portato avanti tramite donazioni da miliardi di dollari per progetti educativi e culturali, oltre che per la salvaguardia dell’ambiente. Tra i quali spicca quello elaborato insieme a Mohammed Yunus, Nobel per la Pace, teso alla creazione di una Fondazione, la Grameen-Carso, al fine di finanziare progetti di microcredito per i piccoli imprenditori messicani.

1 commento Commenta
marcomex
Scritto il 12 Aprile 2014 at 16:52

Buon pomeriggio a tutti
sono un Italiano che vive in Messico de piú di 10 anni e anestamente qui Slim non é visto molto bene il suo impero lo ha costruito attaveso di accordi politici a scapito della gente che paga una fortuna per fare una chiamata da cellulare a cellulare e come se non bastasse le sue imprese non pagano un centesimo di tasse in Messico.

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