Luxottica: i segreti del successo di Leonardo del Vecchio

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Luxottica e Google hanno reso noto di aver raggiunto un importante accordo, finalizzato alla realizzazione di una nuova generazione degli ormai famosi Google Glass caratterizzati dall’italian style di cui proprio il gruppo di Leonardo Del Vecchio è uno dei maggiori simboli.

L’azienda italiana, in particolare, coinvolgerà i suoi due più famosi marchi, Ray-ban e Oakley, con l’obiettivo di arrivare alla formazione di un team di esperti che avranno il compito di portare avanti lo sviluppo, la strumentazione, l’ingegneria e il design dei Google Glass, dando vita ad un mix di altissimo livello tra fashion e innovazione tecnologica.
La partnership con il colosso di Mountain View è stato naturalmente salutato con grande e giustificato entusiasmo da Andrea Guerra, Ceo di Luxottica, il quale non ha mancato di rimarcare l’orgoglio dell’azienda derivante dal fatto di avere ancora una volta svolto le funzioni di pioniere nell’industria dell’eyewear.

L’accordo con Google rappresenta l’ennesimo tassello in una strategia che ha permesso a Luxottica di diventare un gigante del suo comparto produttivo facendo al contempo di Leonardo Del Vecchio il più grande imprenditore del nostro paese. 

Un cammino, quello di Del Vecchio, iniziato presso il Martinitt, l’orfanotrofio milanese che lo accolse a seguito della morte del padre. Proprio nella struttura meneghina quello che oggi è il settantunesimo uomo più ricco del pianeta ha iniziato infatti a lavorare come incisore. La data chiave di questa storia è però quella del 1958, quando Del Vecchio si trasferì a Agordo, un centro dell’hinterland di Belluno al fine di mettersi in proprio aprendo una bottega di montature per occhiali. La stessa bottega che tre anni più tardi divenne Luxottica s.a.s., con quattordici addetti, producendo semilavorati per conto terzi. 

Nel 1967, però, a questa lavorazione si affiancò la produzione dell’occhiale completo, scelta strategica diventata totale quattro anni dopo, grazie al successo della commercializzazione dei primi prodotti Luxottica. Un successo dovuto proprio al know-how accumulato lavorando per conto terzi, grazie al quale i prezzi dei prodotti Luxottica erano nettamente inferiori rispetto a quelli della concorrenza. 
Da quel momento, la crescita dell’azienda non si è mai interrotta, dando vita ad una politica di acquisizioni estremamente ambiziosa, che ha portato all’interno della galassia Luxottica alcuni dei marchi più prestigiosi in assoluto del settore. Tanto da trasformarsi nel corso degli anni ’80 in una vera e propria multinazionale, capace di sbarcare nel 1990 a Wall Street e nel 2000 a Piazza Affari.

Proprio grazie a questa politica di acquisizioni, testimoniata dall’acquisto di Ray-ban, avvenuto nel 1999, il gruppo di Leonardo Del Vecchio ha assunto proporzioni vastissime, con 65mila addetti che operano nei sei stabilimenti italiani e nei due varati sul suolo cinese. Il fatturato ammonta invece a circa sette miliardi con utili proporzionati, che hanno permesso a Del Vecchio di sedersi in alcuni dei salotti buoni del capitalismo tricolore, come Unicredit e Generali. Cui può aggiungere la posizione decisiva assunta all’interno della società immobiliare Foncière des Régions, una delle più importanti in Francia. Un risultato assolutamente straordinario, che però lo stesso Del Vecchio mette in sottordine rispetto al fatto di non aver mai licenziato un dipendente.

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