Rendite finanziarie: salvi i Bot, ma i veri vincitori sono i conti deposito

Scritto il alle 11:59 da Redazione Finanza.com

Risparmiatori italiani chiamati nuovamente a rivalutare le proprie scelte di investimento alla luce della nuova rimodulazione della tassazione sulle rendite finanziarie voluta da Matteo Renzi. Per reperire le risorse necessarie al taglio del 10% dell’Irap si andrà a ritoccare al rialzo la tassazione sui capital gain dal 20% al 26%. Per chi investe in Borsa, ma anche su fondi e polizze, ci sarà quindi un considerevole aggravio. Su un investimento di 25.00 euro in azioni che frutta un guadagno ipotetico 6% annuo, pari a 1.500 euro, la nuova aliquota al 26% comporterà un prelievo fiscale di 390 euro rispetto ai 300 con l’aliquota del 20%. A questi poi vanno aggiunti 100 euro dovuti per l’imposta di bollo sui conti titoli, salita quest’anno allo 0,2 per cento dallo 0,15% precedente. 

Non saranno toccati invece i titoli di Stato con l’aliquota agevolata per Bot e Btp che rimarrà al 12,5%. La tassazione sulle rendite finanziarie era stata riformata appena due anni fa sotto il governo Monti con l’aliquota sui titoli di Stato che era stata ridotta al 12,5% mentre per azioni, fondi, conti deposito era stata uniformata al 20%.
Secondo gli ultimi dati disponibili a fine 2012 sui depositi vincolati c’erano ben 194 miliardi di euro, superando i 180 mld di titoli di Stato detenuti dalle famiglie italiane. 

Conti deposito salvi, tassazione rimane al 20% 
Proprio i conti deposito si candidano per essere i veri vincitori a seguito di questa nuova tornata di riformulazione della tassazione dei risparmi degli italiani. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha puntualizzato che i conti deposito non vedranno cambiare la loro tassazione che due anni fa il governo Monti aveva ridotto dal 27 al 20%. Aumenterà quindi la loro convenienza relativa rispetto ad altri strumenti d’investimento. Appeal dei conti deposito che è in costante aumento grazie alla risalita dei tassi di interesse proposti, che in alcuni casi si avvicinano al 3%, che fa da contraltare ai rendimenti sempre più asciutti garantiti dall’investimento in titoli di Stato.

Conti deposito battono Bot/Btp in scia a discesa spread
L’effetto spread sta difatti rendendo l’investimento in Bot e Btp meno conveniente con il rendimenti dei titoli di Stato italiani scesi in questo primo scorcio del 2014 ai minimi storici su quasi tutto l’arco della curva. Questa settimana il Bot annuale è stato allocato al rendimento mini dello 0,59% e anche il Btp a tre anni rende poco più dell’1% (1,19%).
Il risultato è interessi decisamente più corposi dall’investimento in conti deposito rispetto a Bot, Btp o buoni fruttiferi postali. Uno studio condotto da SosTariffe.it a inizio anno (quando gli interessi di Bot & co erano più alti rispetto ad adesso) rimarca come investendo 40.000 euro per 5 anni con i conti deposito si guadagna un interesse superiore ai 4.000 euro, contro i 1.000 dei Titoli di Stato.

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