Rientro dei capitali: cos’è e come funziona la voluntary disclosure (collaborazione volontaria)

Scritto il alle 18:27 da Redazione Finanza.com

Collaborazione volontaria o “voluntary diclosure” per chi si sente più british. Due modi diversi per identificare la procedura di rientro volontario dei capitali dall’estero da parte del contribuente italiano. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato oggi la bozza di domanda per la voluntary disclosure, ossia la richiesta di adesione alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dal Dl n. 4/2014. Si tratta quindi di una versione non definitiva del modello da presentare all’Agenzia delle Entrate per regolarizzare le attività finanziarie e gli investimenti detenuti all’estero, al 31 dicembre 2012 o prima di questa data, in violazione della normativa sul monitoraggio fiscale. Sempre sul sito delle Entrate sono disponibili le due schede da allegare alla domanda, in cui andranno indicati i dati relativi al richiedente e alle attività estere rilevanti.

Eventuali osservazioni sul modello di richiesta e sulle schede allegate possono essere inviate alla mail bozzadisclosure@agenziaentrate.it entro il 15 marzo 2014.

L’Agenzia delle Entrate ha puntualizzato che le richieste presentate utilizzando il modello in consultazione saranno ritenute valide ai fini del  perfezionamento della procedura anche se il modello definitivo dovesse essere  modificato a seguito delle osservazioni pervenute.

Per aiutare i contribuenti a compilare la domanda, in appendice alle istruzioni l’Agenzia ha realizzato un breve glossario con le definizioni di tutti i termini ricorrenti. Dalla A di Apporto alla V di Valore Patrimoniale.

Chi può presentare la domanda
La “collaborazione volontaria” non è ammessa se la richiesta è presentata dopo che l’autore della violazione abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi alle attività non dichiarate. La procedura è preclusa anche se tale “formale conoscenza” sia stata acquisita da soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o concorrenti nel reato.

La richiesta di accesso alla collaborazione volontaria non può essere presentata più di una volta, anche indirettamente o per interposta persona.

Presentazione richiesta e versamento somme dovute
Il contribuente che intende attivare la “collaborazione volontaria” deve presentare una richiesta in cui sono indicati tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria, costituiti o detenuti all’estero (anche indirettamente o per interposta persona), fornendo i relativi documenti e le informazioni per la ricostruzione dei redditi che servirono per costituirli, acquistarli o che derivano dalla loro dismissione o dal loro utilizzo a qualunque titolo, relativamente a tutti i periodi d’imposta per i quali, alla data di presentazione della richiesta, non sono scaduti i termini per l’accertamento o la contestazione della violazione degli obblighi di dichiarazione.
Il contribuente deve versare in unica soluzione le somme dovute in base all’avviso di accertamento entro il termine per la proposizione del ricorso, ovvero quelle dovute in base all’accertamento con adesione entro 20 giorni dalla redazione dell’atto, oltre agli importi richiesti con l’atto di contestazione o il provvedimento di irrogazione delle sanzioni per la violazione degli obblighi di dichiarazione delle attività estere. Inoltre l’Agenzia delle Entrate rimarca come il pagamento non può essere eseguito avvalendosi della compensazione.

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