XXII Giochi Olimpici Invernali a Sochi: cronaca di un successo immobiliare annunciato

Scritto il alle 14:22 da Redazione Finanza.com

Comunque vada e a dispetto delle feroci polemiche che l’hanno preceduta, l’Olimpiade invernale di Sochi è già un successo, almeno per quanto riguarda il mercato immobiliare. Questo secondo le previsione del Centro Studi di Casa.it, con gli esperti del motore di ricerca specializzato nell’immobiliare che hanno analizzato l’andamento del mercato immobiliare nella località turistica russa sul Mar Nero, rilevando il ripetersi di un effetto volano sui valori e sui volumi delle compravendite immobiliari che è una costante dei Giochi Olimpici Invernali dall’edizione di Albertville (1992), con due eccezioni: Torino e Nagano.

Dall’ufficializzazione dell’assegnazione a Sochi dei XXII Giochi Olimpici Invernali (4 luglio 2007), infatti, i valori delle abitazioni nell’area interessata sono aumentati di oltre 20 punti percentuali nel giro di 18 mesi.

La crescita dei prezzi è proseguita fra la fine del 2007 e la fine del 2012, grazie agli ingenti investimenti che si sono riversati sulla località russa tra infrastrutture e sistemi di collegamento. Dell’annuncio hanno beneficiato anche le località di Krasnaja Poljana e Adler, sedi delle competizioni e del villaggio olimpico, dove i valori dell’immobiliare residenziale negli anni precedenti non avevano fatto registrare particolari aumenti.

In sostanza il mercato ha registrato due fasi: prima e dopo l’annuncio del CIO. Nella prima fase, i rumour hanno messo in moto un rialzo nei prezzi delle aree edificabili; dopo l’annuncio, i valori hanno proseguito ancora più velocemente la corsa al rialzo. A fine 2007 le vendite erano già cresciute del 15% rispetto al 2006.

Il problema è che la crescita urbanistica e infrastrutturale dell’area metropolitana di Sochi è stata giudicata “caotica” e si teme che, passate le Olimpiadi, buona parte degli investitori abbandoni l’area per concentrarsi su altre zone ad alta redditività con il conseguente sgonfiamento dei prezzi.

“L’esistenza di un ‘effetto volano’ delle Olimpiadi Invernali sul mercato immobiliare trova conferma nell’analisi di quanto è avvenuto nelle località e nei comprensori che hanno ospitato le edizioni precedenti dei Giochi” afferma Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it. “Purtroppo però, nonostante gli investimenti, la crisi delle seconde case ha colpito in maniera consistente soprattutto le località del comprensorio piemontese”.

VANCOUVER 2010
L’area metropolitana di Vancouver, con oltre 2 milioni di abitanti, è da tempo riconosciuta come la città con la qualità della vita migliore al mondo e le vicine montagne della British Columbia sono da oltre vent’anni meta turistica conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

L’annuncio dell’assegnazione dei Giochi Olimpici invernali (2003) aveva spinto in alto i valori delle residenze invernali del 17% in soli 14 mesi. Successivamente, però, la crescita è stata più controllata e costante. In media, negli ultimi 15 anni, l’incremento dei valori immobiliari è stato intorno al 5,0% annuo soprattutto nell’area più pregiata, quella di Whistler.

TORINO 2006
Per le Olimpiadi invernali del 2006, Torino e il comprensorio sciistico dei comuni della provincia hanno conosciuto un periodo di forti compravendite e di rialzo dei prezzi, favorito anche dalla fase di boom immobiliare sia per la prima sia per la seconda casa.

Infatti, i valori del comprensorio Via Lattea, a partire da Sestriere, crebbero mediamente del 15% fra metà 2005 e metà 2006, sino a raggiungere prezzi vicini ai 7.000 euro al mq.
Tuttavia la crisi del mercato delle seconde case, iniziata circa 5 anni fa, ha riportato indietro i prezzi di circa 20 punti percentuali, annullando di fatto la crescita degli ultimi 15 anni. Tra le città che hanno ospitato i Giochi negli ultimi 20 anni, Torino è quella che più ha risentito della recessione e l’unica a registrare performance negative.

Va detto, però, che il capoluogo subalpino è tra le città che hanno beneficiato maggiormente delle opportunità di sviluppo edilizio e di potenziamento delle infrastrutture legate al grande evento sportivo.

SALT LAKE CITY 2002
Dopo la crisi vissuta tra il 2008 e il 2010, con i prezzi in discesa anche del 30%, il mercato delle residenze invernali a Salt Lake City si è ripreso molto bene, tanto che a fine 2013 i prezzi hanno segnato incrementi medi del 15% rispetto al 2012.

Cresce la domanda di chalet di lusso, che raggiungono valori piuttosto bassi rispetto alle quotazioni sulle Alpi. Infatti, il prezzo top a Park City, la località più gettonata, è oggi di poco inferiore ai 7.000 euro al mq, anche grazie al cambio favorevole.

NAGANO 1998
La crisi del mercato immobiliare giapponese ha colpito anche una località come Nagano, circa 20 minuti di volo da Tokyo, che negli anni ’90 aveva conosciuto notorietà mondiale grazie alle Olimpiadi Invernali. I prezzi delle case nei comprensori sciistici di Hakuba e Happo sono cresciuti meno del 3% annuo negli ultimi 15 anni e oggi i valori sono vicini alla crescita zero.

ALBERTVILLE 1992
La cittadina, più industriale che turistica, ha ospitato l’edizione 1992 delle Olimpiadi Invernali, benché le gare sciistiche si svolgessero per lo più nelle vicine stazioni sciistiche di Val-d’Isère, Les Arcs, Espace Killy e Courchevel.

I prezzi delle residenze invernali sono cresciuti proprio in Val d’Isere e a Courchevel soprattutto fra inizio anni ’90 e inizio anni 2000. Fra il 2006 e il 2012, tuttavia, il mercato ha conosciuto una battuta d’arresto abbastanza forte che ha ridimensionato i valori nell’ordine del 10%/15%.

Oggi le indicazioni sugli scambi e sul mercato degli affitti indicano che il punto di svolta del mercato è arrivato: da circa un anno, infatti, i valori di vendita hanno ricominciato a crescere, sia pure non oltre i 4,5 punti percentuali.

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