Euro/dollaro: l’allungo seguito all’accordo sul debito Usa è destinato a rientrare

Scritto il alle 13:14 da Redazione Finanza.com

La vicenda che ha visto repubblicani e democratici contrapporsi fino all’ultimo momento utile per evitare un disastroso default Usa ha spinto l’euro/dollaro in area 1,37. Gli Stati Uniti hanno perso in termini economici ma anche di fiducia e così ha fatto il dollaro. Tuttavia, secondo Carlo Alberto de Casa, analista Forex e Commodity di ActivTrades, difficilmente il cambio salirà oltre 1,38, soglia decisamente sgradita alla Bce.

Dopo la firma dell’accordo che ha temporaneamente messo fine allo shutdown delle attività governative e ha innalzato il tetto sul debito, John Boehner lo speaker repubblicano della Camera dei deputati statunitense ha dichiarato, “Abbiamo combattuto una buona battaglia, solo che non abbiamo vinto”. Un eufemismo per non parlare di sconfitta. Secondo il presidente Barack Obama, invece, non ci sarebbero vincitori ma solo un perdente, l’economia americana. Il pensiero di Carlo Alberto de Casa, analista forex e commodity di ActivTrades, raccoglie entrambe le posizioni: “Questo lungo braccio di ferro tra democratici e repubblicani, durato oltre due settimane, si è di fatto concluso con una pesante sconfitta del presidente della Camera John Boehner e dei repubblicani. Obama ha centrato il suo obiettivo, ottenendo un’autorizzazione del debito fino al 15 gennaio mentre l’innalzamento del tetto del debito scadrà il 7 febbraio”. Una soluzione temporanea quindi ma difficilmente i repubblicani vorranno riproporre un comportamento così disastroso per il loro partito: “Penso che i repubblicani abbiano studiato a fondo i sondaggi. Si sono arresi anche perché l’elettorato non gli avrebbe perdonato un mini-fallimento tecnico del Paese. La scottatura è stata evidente e penso che a gennaio rifletteranno bene prima di ripetere una situazione simile.

Nel complesso gli Stati Uniti e il dollaro escono indeboliti da tutta la serie di vicende che ha caratterizzato la politica interna, ma anche la politica monetaria, in questi ultimi mesi, anche e soprattutto per quanto riguarda la credibilità, spesso fondamentale in questi frangenti”. De Casa non dimentica che prima dello stallo sul tetto al debito era stata la Federal Reserve a muoversi male: “Dapprima il centro del dibattito è stata la questione del mancato tapering, dove la Federal Reserve ha agito e sta agendo in modo tutt’altro che chiaro. E’ difficile – prosegue l’esperto – quantificare con esattezza ora quali saranno gli effetti sull’economia americana. Possiamo però sostenere che gli Stati Uniti ne escono decisamente indeboliti”. Ovviamente ciò non può che avere ripercussioni sul dollaro che “sta pagando i giorni di inattività del governo e il ritardo nell’accordo. Penso che il dollaro paghi anche il fatto che per due settimane il mondo abbia incominciato a pensare a un’alternativa alla banconota verde”.

Lo scenario tecnico dell’euro/dollaro illustra bene questo assunto: “Nelle ultime settimane il cambio era ingabbiato fra 1,34 e 1,365. Dopo l’accordo ha violato al rialzo quest’ultimo livello spingendosi fino a 1,37. Anche se attendiamo una conferma nelle prossime sedute per giudicare il quadro credo che ci sia spazio per salire ancora, anche se non per arrivare alla soglia degli 1,40. Da un punto di vista fondamentale i valori 1,365/37 potrebbero rappresentare un’interessante area di ingresso short, con ampio spazio per una discesa, anche verso 1,30/32. Quando gli Stati Uniti – conclude de Casa – daranno avvio al tapering, difficilmente l’euro/dollaro potrà rimanere su questi valori. Inoltre un cambio sopra 1,38 non è gradito alla Bce in quanto danneggerebbe troppo l’export europeo”.

Sul mercato delle valute si concentra anche il Forex Contest lanciato da ActivTrades: “Chiunque può partecipare iscrivendosi al sito www.forex-contest.it. Fino ad ora abbiamo superato i seicento iscritti, siamo già a un livello record ma c’è tempo ancora per iscriversi fino al 25 ottobre. Attualmente la classifica del concorso è guidata dal trader Imperatore romano con una performance di oltre il 200% mentre cinque trader hanno raddoppiato il capitale iniziale”.

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