Fed: la strategia non cambia, la politica monetaria rimarrà aggressiva anche con la disoccupazione considerevolmente sotto al 6,5%

Scritto il alle 16:13 da Redazione Finanza.com

Se ne parla dal 22 maggio scorso, quando per la prima volta il governatore aveva accennato a una possibile riduzione del ritmo con cui la Federal Reserve acquista Treasury e bond ipotecari. Ma alla fine il tapering non c’è stato, non ancora. È possibile che la riduzione di acquisti di titoli del Tesoro arrivi a questo punto a ottobre o persino a dicembre. Per intanto il percorso non cambia: la strategia della Fed varierà solo quando ci saranno dati economici talmente evidenti da giustificare prima una interruzione del QEIII, poi una manovra restrittiva, cosa che secondo l’istituto centrale statunitense ancora manca, alla luce soprattutto delle ultime indicazioni statistiche. Inoltre, anche se il tapering comincerà, per molto tempo in termini di tassi ci saranno poche variazioni: Bernanke ha infatti detto che la politica sui tassi potrà restare aggressiva anche se il tasso di disoccupazione dovesse scendere «considerevolmente» al di sotto del 6,5%, la soglia indicata qualche tempo fa come possibile indicatore per un cambiamento di politica monetaria (se l’inflazione resterà sotto controllo, ça vans sa dire). La Fed ha inoltre tagliato le stime sul 2013, la crescita del prodotto interno lordo per il 2013 è stimata tra il 2 e il 2,3%, meno del range tra il 2,3 e il 2,6% anticipato a giugno.

Ma vediamo nel dettaglio come questo abbia impattato, e impatterà ancora, sui corsi delle valute e delle commodities. Indubbiamente la notizia è stato propellente per gli acquisti su tutte le asset class rischiose, e ha innestato pesanti vendite su greenback e yen, con forti acquisti su aussie, sterlina inglese ed euro: verosimilmente, questo trend proseguirà (moderatamente, dopo eventuali prese di profitto a seguito dell’immediata euforia per le inaspettate scelte della Fed) anche nelle prossime sedute. Nel dettaglio, l’eurodollaro ha sfondato al rialzo soglia di 50% deli ritracciamenti di Fibonacci, puntando ai massimi dell’anno poco sopra 1.3710: difficile però, stante anche la situazione in Europa, che la resistenza in area 1.3650 venga sfondata in senso proprio. Inoltre, ricordiamo che il tapering è solo rimandato. Per intanto però, diverse valute ‘high yield’ potrebbero approfittarne: il cambio audusd, dopo i crolli estivi, potrebbe riportarsi nei pressi della media mobile a 200 sedute (su grafico daily in transito in area 0.9730) già nelle prossime sessioni di borsa.

Più nell’immediato, vediamo un’opportunità di short sulla sterlina inglese: sul cable abbiamo un target di giornata a 1.5985 dopo il rally delle ultime sedute acuitosi ieri dopo le 20 con uno spike a 1.6160. I dati sulle vendite al dettaglio in UK ad agosto, particolarmente meno brillanti delle attese, congiuntamente alle prese di profitto dopo la lunga corsa della sterlina, dovrebbero acuire nel pomeriggio le vendite.

Lato commodities, segnaliamo l’Oro, in marcato guadagno durante le contrattazioni a 1370 dollari con un progresso di oltre il 5%, il migliore dal 2012 per una singola seduta. Anche qui, il trend dovrebbe proseguire per le prossime settimane, riportando il metallo giallo a testare i massimi di periodo in area 1415$.

Pietro Aldo Arriciati, Sales executive AFX Capital Markets Ltd

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