Banche, mutui, usura: Elio Lannutti (Adusbef) spiega come funziona

Scritto il alle 11:00 da Redazione Finanza.com

Banche, mutui, usura. Il delicato problema è stato sollevato da “Le Iene”, che in un servizio andato in onda la scorsa settimana hanno indagato sui tassi d’interesse applicati dalle banche rilevando alcune anomalie nella concessione dei mutui. Il servizio era incentrato soprattutto su una casistica particolare, ovvero quando nel contratto il tasso nominale annuo maggiorato del tasso di mora eccedono il cosiddetto “tasso soglia”. Questo è il tetto massimo, stabilito ogni tre mesi dalla Banca d’Italia, che le banche possono applicare ai clienti che richiedono un mutuo o un fido. Se il tasso soglia dovesse venir superato la banca commette un’usura. Attualmente, come spiegato a Finanza.com dal presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, il tasso soglia per i mutui a tasso fisso è pari al 10,77% mentre per quelli a tasso variabile si attesta al 9,012%.

Una precisazione è d’obbligo. “Nei casi di superamento del tasso soglia – spiega Lannutti – il mutuo diventa nullo solo se subentra il tasso di mora e non quando i cittadini pagano regolarmente le rate”. Quindi per rendere nullo il mutuo non basta solo la firma del contratto ma deve per forza scattare il tasso di mora. Questa è una precisazione fondamentale che permette di capire meglio come un cittadino deve comportarsi qualora la banca abbia applicato un tasso usuraio. Detto questo, conferma Lannutti, il cittadino potrà richiedere la restituzione degli interessi pagati fino alla scoperta dell’anomalia. Non solo. Anche gli interessi sulle rimanenti rate del mutuo decadono e il cliente dovrà restituire alla banca solo la parte “capitale” del prestito.

Le motivazioni del presidente dell’Adusbef si basano su elementi solidi. La Suprema Corte di Cassazione infatti, con la sentenza 350/2013 recentemente pubblicata, stabilisce che quando il tasso di mora, le penali e le varie spese, tutte messe insieme superano il tasso soglia, stabilito dalla legge antiusura 108/96, anche i mutui diventano usurai e possono essere annullati con le relative procedure giudiziali bloccate.

“La Corte di Cassazione (presidente Carnevale, relatore Didone), con la sentenza 350/2013 del 9 gennaio oltre a permettere il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura, ha recentemente stabilito che il mutuo ipotecario può essere annullato se ricorrono alcuni estremi che lo riportino a superare il tasso d’usura e quindi usufruendo di tutte le possibilità previste dalla Legge 108/96, tra cui la restituzione di tutte le somme versate”, spiega Lannutti a Finanza.com.

Infine nel servizio de “Le Iene”, il dott. Gennaro Baccile di Sos Utenti, citando alcuni dati della Banca d’Italia, spiegava come i mutui iscritti nei bilanci delle banche italiane sono pari a circa 800 miliardi di euro e che gli interessi che gli istituti di credito prendono da questi mutui sono circa 40 miliardi di euro. Baccile ipotizzava che il 60% di questi mutui sono teoricamente capestri e quindi il 60% di questi 40 miliardi andrebbe restituito ai clienti. “Questi numeri sono da prendere con le molle”, dichiara Lannutti che anche in questo caso cerca di fare chiarezza. Il presidente dell’Adusbef fornisce infatti due numeri chiari: in Italia esistono circa 3,5 milioni di mutui e il 20% di chi ha stipulato il contratto con le banche si trova in condizioni di difficoltà e non riesce a pagare.

In ogni caso è indispensabile rivolgersi a professionisti per valutare ogni singola situazione ed è quindi necessario ricordare che su queste problematiche non è possibile generalizzare.

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