Bank of Japan: pronti a tutto per sconfiggere la deflazione

Scritto il alle 10:10 da Redazione Finanza.com

Era una decisione molto attesa dagli analisti finanziari e dal mondo politico ed economico ed è infine arrivata. Il nuovo governatore della Bank of Japan, Haruiko Kuroda, ha annunciato in settimana misure reputate in grado di sconfiggere la deflazione e di riportare il tasso dell’inflazione al 2% nel termine di due anni.
Misure del resto sollecitate con estrema forza sia dal governo di Shinzo Abe, che dal mondo imprenditoriale e finanziario.

Dopo la guida di stampo tradizionalista di Masaaki Shirakawa, concretizzatasi in un programma di asset purchase che ha però dato scarsi risultati, sembra perciò aprirsi un nuovo ciclo, molto più aggressivo rispetto al precedente. Dopo un primo meeting caratterizzato da un nulla di fatto,  Kuroda ha deciso di forzare i tempi e ha promesso l’acquisto di titoli di stato giapponesi a lungo termine, ad un ritmo di sessanta o settanta trilioni di yen al mese e di portare infine il quantitative easing (allentamento monetario) alla quota complessiva di 50mila miliardi di yen.

Il fine che ispira in modo abbastanza chiaro tutta l’operazione, è quello di espandere la base monetaria entro la fine dell’anno portandola a duecento mila miliardi diyen, per poi aumentarla a duecentosettanta mila miliardi entro la fine dell’anno successivo.
Una decisione, quella presa dal nuovo numero uno del maggiore istituto bancario giapponese, che è stata motivata dal persistere dei tassi di interesse intorno allo zero e che rendeva di conseguenza ormai improcrastinabili le misure straordinarie di quantitive easing;  misure che evidentemente rimangono le uniche percorribili al fine di riuscire a sbloccare una situazione che continua a permanere molto critica e a destare forti preoccupazioni all’interno delle istituzioni politiche ed economiche del Paese.

Strategia già delineata dal Primo Ministro precedente, Shinzo Abe, denominata delle tre frecce, e che è tesa a porre fine a ben due decenni di crescita debole che hanno fatto seguito alla bolla finanziaria verificatasi nel corso degli anni ’90, minando le basi dell’economia nipponica.
Proprio Kuroda, adempiendo perciò ai desideri di Abe e ai vaticini di tutto il mondo economico e finanziario giapponese, ha voluto assicurare con grande vigore che farà tutto ciò che reputa necessario al fine di riportare il tasso di inflazione al valore del 2%, con una serie di misure che non vanno ad esaurirsi con quelle annunciate, ma saranno dispiegate anche nei prossimi mesi.

Già il prossimo meeting del 26 aprile potrebbe portare ulteriori grosse novità in tal senso e andare ad integrare quelle che sono già in via di varo.
Una strategia, quella dispiegata sul campo da Bank of Japan, il cui annuncio ha già messo le ali alle maggiori piazze finanziarie del continente asiatico. A giovarsene è stata soprattutto la Borsa di Tokio, con l’indice  Nikkei che è arrivato a toccare i massimi dall’ormai lontano 2008. Anche lo yen, dal canto suo, non ha fatto attendere la sua vigorosa reazione, con un deprezzamento arrivato sino a quota 94,46 rispetto al dollaro e una volatilità che sembra il preludio ad una effervescenza che potrebbe prolungarsi nel medio periodo, soprattutto se sarà corroborata da nuovi interventi come quelli preventivati da Bank of Japan.

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