Tares: una nuova mazzata in arrivo per gli italiani. Si attendono 8 miliardi di euro

Scritto il alle 21:34 da Redazione Finanza.com

Il già ricco menù di tasse che opprime ormai da decenni gli italiani, si appresta ad accogliere una new entry estremamente temuta, la TARES, il balzello che è stato chiamato a sostituire ed integrare, appesantendola non poco, quella che era la Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, nota alla maggioranza dei cittadini come TARSU.
La nuova tassa rischia di avere contraccolpi molto pesanti sulle già traballanti finanze di molti nuclei familiari ed è già stata oggetto di roventi e motivate polemiche. Dovute anche alla considerazione del fatto che proprio il tema dell’ormai opprimente livello della tassazione gravante sugli italiani, è stato il tema di una mirabolante serie di promesse da parte dei partiti in campagna elettorale.

La nuova tassa, andrà a gravare sui rifiuti e sui cosiddetti servizi indivisibili (tra i quali le voci principali sono la manutenzione stradale e l’illuminazione pubblica), accorpando la TARSU e la TIA, ovvero la Tariffa sull’Igiene Ambientale. Come del resto già accadeva per la tassa sui rifiuti, essa non va a pesare sul proprietario dell’immobile, bensì su chi vi risiede, anche quando si tratti di immobili locati in affitto. Questo è dovuto in particolare al fatto che si tratta di una tassa riguardante i servizi a domanda individuale, basati cioè sull’effettivo godimento del servizio.

Per calcolare l’importo del temuto balzello si prenderà come parametro di riferimento la superficie degli immobili e non il numero di componenti del nucleo familiare, come era invece regola, almeno in alcuni comuni per la vecchia TARSU. Il dato in questione, che è già a disposizione dei Comuni, rimarrà in vigore sino a quando non saranno adeguati i dati del Catasto, compito che è stato affidato all’Agenzia del Territorio, entrata ormai a far parte a tutti gli effetti dell’Agenzia delle Entrate.
Il pagamento, avverrà praticamente nella stessa forma prevista per l’IMU, tramite l’analogo bollettino F24 predisposto dalle Poste.

La pessima notizia per gli italiani arriva da una stringente analisi condotta dalla CGIA di Mestre (http://www.cgiamestre.com/), attraverso il suo Ufficio Studi, in base al quale la nuova tassa dovrebbe comportare un netto aggravio di spesa, che dovrebbe infine portare nelle casse statali circa 1,9 miliardi di euro in più rispetto alla TARSU. Il gettito previsto nel complesso a carico delle imprese e delle famiglie, dovrebbe perciò arrivare a circa otto miliardi di euro. Con le polemiche a corredo, giustificate dal fatto che per effetto della crisi la produzione relativa ai rifiuti ha avuto una netta contrazione del 5%, mentre la raccolta differenziata, con il conseguente abbattimento relativo ai costi di smaltimento, ha visto un aumento estremamente significativo, che oltrepassa la soglia del 30%.

A fronte di questo nuovo salasso, l’unica buona notizia è quella riguardante la decisione di diluire dal 2014 il pagamento della nuova tassa, tramite quattro rate che dovranno essere versate dai contribuenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. Il versamento potrebbe però differire da comune a comune, in base al calendario che ogni ente locale vorrà varare.

Da segnalare infine che per quanto concerne il 2013, la prima rata che doveva essere versata ad aprile, è già slittata a luglio anche se da più fronti, vista la particolare congiuntura attuale, si richiede di rinviare la partenza della nuova tassa al primo gennaio 2014. L’ultimo Consiglio dei Ministri riunitosi lo scorso 27 marzo non ha ancora preso alcuna decisione in merito.
La patata bollente passa ora al nuovo governo che si insedierà a Palazzo Chigi.

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