E se Berlusconi vince… cosa succede?

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Immancabile ieri sui mercati si è materializzata la temuta volatilità pre-elettorale. A meno di tre settimane dalle urne le nuove promesse elettorali di Berlusconi si sono materializzate e i sondaggi mostrano in effetti un rapido recupero della coalizione di centro-destra che ha ridotto notevolmente nelle ultime settimane lo “spread elettorale” che lo divide dalla colazione di centro-sinistra. Berlusconi ha tolto i veli dalla “proposta shock” promettendo oltre all’abolizione dell’IMU sulla prima casa, anche il rimborso in contanti di quella pagata nel 2012. A questo si aggiunge anche l’abolizione dell’Irap che a regime vale circa 35 miliardi di euro. Supponendo che l’operazione venga distribuita uniformemente nell’arco della legislatura (7 miliardi nel 2013, 14 nel 2014, 21 nel 2015, 28 nel 2016 e 35 a fine legislatura) Tito Boeri, professore di economia presso l’Università Bocconi di Milano, calcola in 60 mld di euro l’effetto congiunto delle due proposte su IMU e Irap. Boeri mette in guardia dal fatto che per coprire queste promesse elettorali arrivino in cambio tasse in più sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego e la rinuncia a nuovi investimenti.

Ma cosa succederebbe se il Pdl di Silvio Berlusconi vincesse le elezioni? I mercati finanziari potrebbero reagire nervosamente, con “qualche increspatura sullo spread” usando le parole di ieri del premier uscente Mario Monti. In un report datato 4 febbraio, JP Morgan rimarca come la vittoria di Berlusconi rappresenta la più grande paura per la classe politica italiana ma anche per la stessa Merkel. Se mal gestita si tradurrebbe in un mercato in pressing sull’Italia per richiedere l’attivazione del piano OMT predisposto dalla Bce. Il Parlamento tedesco sarebbero quindi costretto a votare su un pacchetto di supporto per l’Italia (e con un governo Berlusconi destinatario di tale supporto) e secondo JP Morgan emergerebbero seri dubbi sull’OMT con ripercussioni negative sulle prospettive di rielezione del cancelliere Merkel. JPM ritiene questo scenario improbabile, e soprattutto è nell’interesse di tutti i politici evitarlo. Lo stesso Berlusconi non vorrebbe che la sua rielezione fosse salutata con un crollo dei mercati. Potrebbe pertanto propendere per avere un ruolo di secondo piano nell’esecutivo lasciando spazio a una personalità più gradita dalle cancellerie europee. E in tal senso si potrebbe aprire un dialogo costruttivo con Monti, ferma restando l’elevata influenza che il cavaliere avrebbe sull’operato del nuovo governo. Il report di JP Morgan firmato Alex White rimarcando come fino a poco tempo fa “la strategia prevalente è stata quella di sperare e pensare che gli italiani voteranno contro Berlusconi”. Ora le discussioni stanno cominciando a prendere posto su come gestire una eventualità precedentemente vista come remota. L’Europa deve essere in grado di gestire l’impatto di una vittoria di Berlusconi, ma i costi politici (in particolare in Germania) potrebbero essere grande. “Allo stato attuale lo scenario è ancora improbabile – conclude White – ma un po’ meno di quello che appariva qualche settimana fa”.

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