Accordo di Rubik: Italia e Svizzera al lavoro per chiudere entro il 21 dicembre

Scritto il alle 15:15 da Redazione Finanza.com

Se tutti i tasselli andranno al loro posto la prima parte di negoziati tra Italia e Svizzera per l’adozione dell’accordo Rubik potrebbe essere conclusa entro il 21 dicembre. Rubik è un trattato bilaterale proposto dalla Svizzera con un duplice obiettivo. Da un lato salvaguardare il proverbiale segreto bancario della Confederazione e al contempo permettere una tassazione dei capitali depositati da cittadini italiani nei forzieri delle banche elvetiche.

L’accordo è già stato sottoscritto da Gran Bretagna, Austria e Germania dove tuttavia bisognerà attendere venerdì per avere l’approvazione del Bundesrat. I capitali di cittadini britannici e tedeschi verranno tassati inizialmente con un’aliquota che va da un minimo del 21% a un massimo del 34%. Negli anni successivi all’entrata in vigore dell’accordo i redditi realizzati verranno sottoposti a un’aliquota commisurata a quella del Paese d’origine o, dove applicabile, all’Euroritenuta.

Ipotizzando un’aliquota media del 30% per le casse tedesche l’incasso potrebbe aggirarsi sui 40 miliardi di euro, per quelle britanniche poco sopra i 10. L’incasso per lo Stato italiano potrebbe essere simile a quello tedesco considerando che i capitali depositati nella Confederazione sono stimati in poco meno di 130 miliardi di euro.

Un nuovo tesoretto che potrebbe aggirarsi intorno ai 40 miliardi di euro anche per il Belpaese, se venisse applicata un’aliquota media del 30%. In realtà il tesoretto potrebbe essere decisamente più sottile. Dopotutto i timidi “scudi fiscali” degli anni passati hanno proposto aliquote ben più contenute (2% nel 2001, 4% nel 2004, 5% nel 2009 e 7% nel 2010. Inoltre i capitali che hanno già usufruito dello scudo fiscale non verranno toccati. Infine, ma si tratta probabilmente del problema più rilevante, la necessità di affidarsi completamente alle autorità svizzere per una tassazione che verrà applicata alla fonte.

Nessuno dubita della serietà degli svizzeri ma neanche dell’abilità a creare trust, fiduciarie e fondazioni che rendono molto difficile capire chi si nasconde dietro lo schermo, spesso anche solo in termini di nazionalità. E in un caso simile come potrebbe essere applicata la tassazione?

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