AFX Capital: il taglio dei tassi della Rba farà continuare il sell off sul dollaro australiano?

Scritto il alle 16:55 da Redazione Finanza.com

La Reserve Bank of Australia ha tagliato di nuovo i tassi ieri mattina, da 3,50% a 3,25%, mentre il consenso degli analisti era abbastanza spaccato su questa decisione, che non era del tutto attesa in questo incontro.

Il taglio dovrebbe essere verosimilmente l’ultimo per quanto riguarda l’istituto centrale australiano, tuttavia il mood a livello globale è quello dell’incertezza sulle prospettive di crescita mondiali: si teme che l’economia possa procedere più lentamente di quanto già precedentemente previsto e dove si può la tendenza è ad allentare ulteriormente le condizioni di politica monetaria.

Nel relativo comunicato la RBA rileva anche che i prezzi delle materie prime sono più bassi rispetto a qualche mese fa e che il cambio è rimasto più forte di quanto ci si sarebbe potuto aspettare; sebbene le condizioni della crescita domestica finora siano state buone, si aggravano i rischi verso il basso dipendenti principalmente dal contesto internazionale.

Da ultimi, questa notte è uscito il PMI non manifatturiero cinese di settembre, che ha mostrato un ampio calo, da 56,3 a 53,7 – solo due giorni fa lo stesso indice del settore manifatturiero era invece leggermente migliorato, ma meno del previsto e restando sotto la soglia di 50; questa mattina sempre in Australia le statistiche hanno evidenziato per agosto un deficit commerciale superiore alle attese, pari a 2,027 miliardi di dollari australiani, rispetto ai 1,530 miliardi del mese precedente e alle attese degli analisti che si aspettavano un deficit di 685 miliardi. Sugli attuali livelli, il dollaro australiano appare sopravvalutato – secondo le stime della relazione del cambio con le materie prime – di circa l’8% rispetto al biglietto verde.

Tecnicamente, siamo su livelli chiave. Il cambio aud/usd ha rotto la media mobile a 200 sedute su grafico daily, e transita in questo momento non lontano dal forte supporto posto in area 1.0164 (doppio minimo registrato nella prima parte di settembre).

Possibile un arresto temporaneo delle vendite su questo cambio, anche considerando che ci stiamo muovendo in area di ipervenduto e che permane il rischio che nel breve qualche delusione sull’economia statunitense possa temporaneamente penalizzare il dollaro USA favorendo le valute a più alto rendimento.

Più probabile che la debolezza del dollaro australiano si manifesti contro altre valute, come sull’eur/aud (anche se l’euro sarà suscettibile di ritracciamenti nel brevissimo in caso di aumento delle tensioni nell’Eurozona – fasi queste che dovrebbero offrire opportunità di acquisto) o sul gbp/aud, che ha recentemente sfondato al rialzo la resistenza posta a 1.564: nelle prossime settimane, il trend potrebbe proseguire per muoversi verso una prima resistenza posta in area 1.5955 e una seconda a 1.6185, massimo del 2012.

Pietro Aldo Arriciati
AFX Capital Markets

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