Wind Jet: il racconto di un nostro lettore. Quando tornare a casa diventa un’Odissea

Scritto il alle 14:56 da Redazione Finanza.com

Avrete certamente sentito del caso Wind Jet e delle centinaia di passeggeri della compagnia aerea rimasti a terra e impossibilitati a tornare a casa se non a costo di dovere comprare a caro prezzo nuovi biglietti con altre compagnie.

Forse qualcuno degli sfortunati clienti di Wind Jet sarà ancora a spasso per la Penisola. Di sicuro fino a ieri c’era anche questo nostro lettore che dopo una vera e propria Odissea è riuscito a raggiungere la soglia di casa solo nella giornata di ieri e che ha voluto condividere la sua esperienza in una lettera di denuncia che pubblichiamo di seguito.

 

Mancavano 3 giorni alla partenza e mi sentivo già disperato.
Giornali, tv ed internet confermavano che i voli della Wind Jet non partivano più. Potevo scordarmi di tornare dalla Sicilia a Milano con il volo acquistato oltre tre mesi prima a più di 150 euro.

C’era da trovare un’alternativa. Le campagne comunicative delle altre compagnie di volo mi rassicuravano, sembrano tutti così magnanimi, così propensi ad aiutare me e quelli come me, si parlava di “voli riprogrammati”, di “protezione” e “agevolazione” per chi aveva il biglietto Wind Jet. Visto che è così, ripartire non sarà di certo dispendioso o complicato, pensavo ingenuamente.

E invece lì inizia l’incubo: su internet è tutto incomprensibile. Il sito dell’Enac diventa quello della settimana enigmistica pieno di numeri e codici che una volta compresi non combaciano minimamente con quello che scrivono i siti delle compagnie. Proviamo i Call Center. Alitalia risponde subito, sono gentili, ma chi risponde non ha soluzioni per me e non ha possibilità di gestire la chiamata: l’unico compito che hanno è quello di scrivere i tuoi dati e quelli del tuo volo e girarli all’ufficio competente che ti ricontatterà al massimo 48 ore prima della partenza inizialmente prevista.

I giorni passano e tutti i parenti e gli amici nella mia stessa situazione mi dicono chiaramente che Alitalia non li ha richiamati, in barba alle promesse telefoniche. È il turno di Meridiana, compongo il numero, cade la linea, lo ricompongo, ricade la linea, e così via per i primi infelici 40/50 tentativi, ma la speranza è l’ultima a morire. Ogni 10 minuti io compongo il numero e faccio partire la chiamata (alla fine le ferie si fanno anche per qualche telefonata che durante il lavoro non riesci a permetterti per mancanza di tempo). A speranza quasi morta mi rispondono, ma l’entusiasmo è smorzato dalla voce metallica che mi dice di stare buono lì e attendere pazientemente a meno che non voglia perdere la priorità acquisita, priorità che ottiene i suoi risultati dopo oltre mezz’ora di attesa.

La signorina è decisa e non troppo vogliosa di confrontarsi con me perché quando espongo il mio problema la risposta è chiara: non ho soluzione con lei con prezzi agevolati (che sono pur sempre 90 euro) ma se volevo con prezzi “normali” potevo partire quando mi pareva.I prezzi normali della signorina erano circa 350€.

L’ansia inizia ad affiorare prepotente, voglio dire, siamo pur sempre in occidente, oggi giorno non sarà così complicato muoversi con i mezzi. Treni? Improponibile partire dall’entroterra siciliano per arrivare a Milano, ci metterei qualcosa come 3 – 4 cambi, oltre a 20 ore e 200 euro. Autobus? Tutto pieno da qui alla prossima settimana. Altri voli? Il più economico costa 400€ e la cifra non cambia se cambi aeroporto, Genova, Torino, Verona, Bergamo. Tutti i voli, grazie a qualcosa di poeticamente magico, sono lievitati a prezzi stratosferici, improponibili, come ai tempi in cui viaggiare in aereo era un lusso per pochi. E meno male che le compagnie facevano a gara a chi ti proteggeva di più.

Mi resta l’unica soluzione: vado all’aeroporto, qualcosa lì devono dirmela. Arrivo alle 7 del mattino, la fila è chilometrica, si può parlare solo con altre compagnie, di Wind Jet nessuna traccia, più furtiva di Diabolik nessuno sa dove si rifugia. Oltre 6 ore di fila, tra gente disperata che doveva partire ore e ore prima ferma li, un padre preoccupato per la figlia di un anno, una famiglia in fila davanti a me, padre madre e due bambine sfiancate dall’attesa.

Ogni tanto ti giri e vedi qualche focolaio di rissa tra gli uomini spavaldi e impettiti della sicurezza e qualche povero esasperato che non ce la fa più. Prima del mio turno tocca alla famiglia di 4 persone, la signorina ben vestita di Alitalia con gentilezza gli chiede “solo” 450 euro a persona per tornare a casa nel più breve tempo possibile altrimenti se ne parla dopo circa una settimana. Il conto è semplice, sono 1800 euro per la famiglia al completo, una cifra folle.

Tocca a me. Non esistono possibilità di partire per Milano nei prossimi 5 giorni, mi liquidano così e le mie 6 ore di fila sono state solo un altro bel modo di godermi le vacanze. Ma la conclusione della vicenda è vicina. Meridiana ha la soluzione per me: l’unico volo protetto rimasto è per Bologna, lo acquisto alla modica cifra di 92 euro, prenoto anche il treno da Bologna a Milano, sono altri 30 euro. La stessa sera realizzo che a me è andata anche bene, visto che la mia povera zia, 30enne e felicemente incinta è rimasta in aeroporto per 20 ore dopo che l’avevano messa su un volo delle 6 del mattino esistente per l’Enac, inesistente per la compagnia che doveva fare la tratta, successivamente riprogrammato per  metà mattinata. Poi quando tutto sembrava pronto l’aereo ha subito un guasto, ergo partenza ancora rinviata nel pomeriggio che diventa notte quando finalmente l’aereo spicca il volo. Diciamocelo quale donna incinta non si augura un simile calvario?

Io con i miei 300 euro spesi (tra primo volo Wind Jet, volo Meridiana per Bologna, treno per Milano più le varie navette tra un posto e l’altro), un giorno di lavoro perso e le 7/8 ore di viaggio complessivo tra aeroporti e stazioni sono considerato da chi ha vissuto esperienze peggiori, un gran privilegiato dalla sorte.

Ma è possibile che i consumatori fregati debbano accontentarsi solo del fatto che le cose non siano andate pure peggio? Mi auguro che le associazioni dei consumatori riescano a far sentire la propria voce anche sul caso WindJet. Io intanto mi attrezzo per una nuova vacanza (dopo questa esperienza ne ho bisogno), magari solo in auto. Sperando che tra partenza e ritorno il prezzo della benzina non passi a 3 euro al litro.

Saluti.

2 commenti Commenta
aaaa47
Scritto il 23 Agosto 2012 at 16:39

se vado sul sito windjet, la prima cosa che leggo e’
Società che effettua voli LOW COST in Europa.

hai pagato poco, e’ andata male, pazienza.
cosa pretendevi? che lo stato italiano mettesse a disposizione gli aerei dell’esercito per risolvere i vostri problemi?
e perche’ io avrei dovuto pagare per farti tornare a casa?

comunque, per pagare di meno, basta usare il solito trucchetto di prenotare andata ritorno, ti costa MOLTO MENO della singola andata…
per esempio, cercato adesso con 2 finestre in contemporanea, singola andata da catania a milano e andata ritorno sempre da catania a milano mettendo come ritorno una data a caso in ottobre

la singola andata costa tra 399e 533euro
l’andata e ritorno costa 275 euro TOTALI
ovviamente nella STESSA data (nel caso che ho provato adesso, 29 agosto
metterei le schermate che ho salvato, ma non so come si fa

baronebirra
Scritto il 24 Agosto 2012 at 09:21

“hai pagato poco, e’ andata male, pazienza.”
Hai bevuto?? Ti sembra un commento intelligente??

Piuttosto chiediamoci come sia possibile per una compagnia aerea, nonostante i controlli a cui sono sottoposte, ottenere l’autorizzazione ad operare (e soprattutto a continuare a farlo) in mancanza degli appositi requisiti di sostenibilità finanziaria dell’attività stessa… perché la prossima volta, pur di non fallire, potrebbero tagliare le spese di manutenzione e quelle relative alla sicurezza ed aver comprato il biglietto A/R anziché di sola andata non ti salverebbe le chiappe, simpaticone…

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