SPECIALE MANOVRA 2011: via libera dal Senato, spunta taglio indennità parlamentari. Ora attesa per Cdm

Scritto il alle 08:32 da Redazione Finanza.com

La manovra ha incassato la fiducia del Senato. Con 165 si, 141 no e tre astenuti, il testo, che dovrà portare l’Italia al pareggio di bilancio nel 2013, adesso dovrà passare l’esame alla Camera dove le attese sono per una approvazione record.
Ecco le ultime novità.

Contributo solidarietà
La super-Irpef scatterà oltre i 300 mila euro per un importo pari al 3%, applicato sulla quota eccedente la cifra, e riguarderà circa 34 mila contribuenti. In precedenza la soglia era stata fissata a 500 mila euro con un numero di contribuenti interessati che si sarebbe aggirato intorno agli 11.500. 
Ultima modifica: il contributo si applicherà già sui redditi complessivi maturati nel 2011 e i primi effetti di cassa si avranno nel 2012. In più sarà anche prorogabile in caso di necessità fino al raggiungimento del pareggio di bilancio.

Iva e Condono 2002
Scattato l’aumento dell’imposta sui consumi dal 20 al 21 per cento. Nessun cambiamento per ora delle altre aliquote che rimangono fisse al 4 e 10 per cento. La misura dovrebbe garantire per il primo anno (2011) un gettito pari a 700 mila euro fino ad arrivare a 4,2 miliardi nel 2013.
È prevista una proroga di un anno (fino al 31 dicembre 2012) per il recupero coattivo delle somme di chi ha aderito al condono tombale del 2002 in materia di Iva.

Indennità parlamentari
È stato compiuto un alleggerimento sul taglio alle indennità ai parlamentari con seconda attività lavorativa. Niente più riduzione del 50%, ma un taglio del 20% sui redditi oltre i 90 mila euro e del 40% su quelli superiori ai 150 mila.

Per il resto la manovra votata ieri a Palazzo Madama ricalca il testo di giovedì. Anticipo di due anni dell’adeguamento delle pensioni di vecchiaia delle donne lavoratrici nel settore privato. Gradualmente si passerà dai 60 ai 65 anni a partire dal 2014 e il processo si concluderà nel 2026. Il pacchetto anti-evasione che prevede il carcere per chi evade oltre i 30 milioni di euro attraverso una somma pari al 30% del fatturato. Inoltre sono stati confermati i tagli agli enti locali, la rinuncia alla soppressione dei piccoli comuni, il piano di spending-view per i ministeri e la riorganizzazione degli uffici giudiziari.

L’attesa adesso è per la riunione del Consiglio dei ministri in cui si discuterà della riforma costituzionale e della soppressione delle province. Contestualmente é prevista l’approvazione del disegno di legge per inserire il vincolo di bilancio nella Costituzione e per abolire le province. Le  loro competenze verranno trasferite direttamente alle regioni. Tranne le province autonome di Trento e Bolzano, le altre verranno sostituite dalle cosiddette “città metropolitane”.

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