Giornata Mondiale dell’Alimentazione: fame nel mondo di nuovo in aumento

Scritto il alle 15:42 da Redazione Finanza.com

Dopo un periodo di declino, la fame nel mondo è di nuovo in aumento. Secondo il rapporto Lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo 2018, al giorno d’oggi oltre 820 milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. E mentre milioni di persone soffrono la fame, 672 milioni soffrono di obesità e oltre 1,3 miliardi sono in sovrappeso. Con questi numeri si apre oggi la Giornata mondiale dell’alimentazione indetta dalla Fao, che lancia la sfida Un mondo #FameZero entro il 2030 è possibile”.

La fame dei nuovi poveri in Italia
In Italia ad avere problemi per mangiare sono oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta. Circa 2,7 milioni di persone infatti sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense dei poveri o con pacchi di auto alimentari, che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli: sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo.
Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora.

Che fare per ridurre gli sprechi?
Leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero dove i cibi vanno correttamente posizionati, effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura con il giusto grado di maturazione, riscoprire le ricette degli avanzi, ma anche non avere timore di chiedere di portarli a casa quando si mangia al ristorante sono alcune delle iniziative che si possono mettere in pratica nel quotidiano e che sono state messe in atto già da oltre 7 italiani su 10. Gli sprechi domestici, secondo un’indagine Coldiretti/Ixé presentata in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione 2018, rappresentano in valore ben il 54% del totale e sono superiori a quelli nella ristorazione (21%), nella distribuzione commerciale (15%), nell’agricoltura (8%) e nella trasformazione (2%) per un totale di oltre 16 miliardi che finiscono nel bidone in un anno.

Il vademecum anti-spreco
Ecco alcuni consigli pratici per ridurre gli sprechi alimentari:
Acquistare frutta e verdura direttamente dal produttore in vendita nei mercati degli agricoltori, in quanto dura anche una settimana in più, non dovendo rimanere per tanto tempo in viaggio
– Attenzione alla conservazione dei prodotti acquistati, mantenendo frutta e verdura fresche lontano dai punti di calore per evitarne l’eccessiva maturazione, l’olio extravergine al buio per evitarne l’ossidazione come le patate per evitare il germogliamento
– La richiesta di portare a casa gli avanzi dei pasti consumati al ristorante è un diritto dei clienti sancito anche dall’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari che “promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo”
– Conoscere le informazioni fornite in etichetta con riguardo alla scadenza dei prodotti e in particolare in merito al diverso significato tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro il…”. La dicitura “da consumarsi entro” è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). Discorso diverso merita invece il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro” che indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà organolettiche e gustative, o nutrizionali specifiche in adeguate condizioni di conservazione.
– Far tornare in tavola i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia.

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