Ipotesi cartello per nuove tariffe tlc, associazioni consumatori sul piede di guerra

Scritto il alle 16:58 da Redazione Finanza.com

La questione delle tariffe a 28 giorni non è ancora chiusa per alcune associazioni dei consumatori, che chiedono all’Antitrust di intervenire ancora sulla vicenda per un possibile cartello tra i maggiori operatori tlc riguardante questa volta le tariffe.

La questione è questa: con il ritorno della fatturazione da 28 a 30 giorni, così come deciso dal legislatore, gli operatori si stanno muovendo per assicurarsi che la tariffa annua non cambi. In altre parole, giustificati dal fatto che ci sarebbero due giorni di fatturazione in più ogni mese, la spesa annua prevista nel contratto (accettato quando davano comunicazione che la fatturazione era diventata a 28 giorni) viene spalmata in 12 mensilità. Alcune associazione dei consumatori, da Codacons ad Altroconsumo, però vedono in questa mossa una pratica scorretta che di fatto annullerebbe del tutto i vantaggi determinati dallo stop alle bollette ogni 28 giorni.

“Tim e Vodafone, pur tornando alla fatturazione mensile, sembrerebbero aver confermato l’aumento delle tariffe (di una percentuale pari all’8,6%) richiedendo ai loro utenti lo stesso canone annuo spalmato su 12 mensilità, anziché 13″, ha sottolineato Codacons nel suo esposto all’Antitrust, definendo tale aumento una modifica in peius delle condizioni economiche del contratto (quello accettato prima che entrasse in vigore la fatturazione a 28 giorni), cui dovrebbe corrispondere la possibilità per il consumatore di esercitare il diritto di recesso e rivolgersi ad altri operatori che praticano politiche commerciali più convenienti.

Dello stesso avviso Altroconsumo, secondo cui le compagnie telefoniche hanno fatto marcia indietro sulla fatturazione mensile, ma senza mollare il malloppo: l’8,6% di fatturato in più ottenuto col giochino delle tredici mensilità è rimasto invariato con una spesa annuale complessiva che non scende, tutto a svantaggio dei consumatori. Altroconsumo ha così denunciato Tim, Vodafone e Fastweb all’Autorità Antitrust e ha chiesto tre interventi alle Autorità di garanzia: gli utenti devono essere risarciti immediatamente per quanto pagato in più, gli aumenti devono essere bloccati e le aziende sanzionate in maniera esemplare.

Il nodo starebbe però tutto nel contratto a cui ci si riferisce per il confronto: se si considera quello più recente, vale a dire quello con cui i consumatori avevano accettato la fatturazione a 28 giorni, le condizioni economiche per i consumatori di fatto non sono peggiorate (in proporzione si pagherebbe lo stesso anche su base mensile, visto che ci sono due giorni in più di conteggio). Ma se si considera quello originario, vale a dire quello che prevedeva ancora una fatturazione a 30 giorni (a cui si è ritornati oggi), allora l’aumento delle tariffe a livello mensile è evidente.

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