La guida di eToro alle ICO

Scritto il alle 15:51 da Redazione Finanza.com

Articolo in collaborazione con eToro

Dall’introduzione del Bitcoin a oggi, l’industria blockchain sta crescendo a una velocità incredibile. Non è solo la tecnologia a maturare così rapidamente, ma anche il numero delle start-up che operano in questo settore e le opportunità per gli investitori che decidono di puntare sul mercato delle criptovalute.

Per molti, infatti, l’investimento in tale segmento rappresenta la novità di maggiore impatto nell’intero settore digitale, e i progetti di crowd funding alle imprese che vi operano dei fenomeni cui guardare con interesse.

ICO sta per “Offerta di Moneta Iniziale” (Initial Coin Offering) e concretamente indica un’operazione di crowd funding per start-up e iniziative imprenditoriali basate sulle criptovalute. Attraverso l’ICO è possibile investire in un nuovo progetto cripto e acquistare dei token. Il team della start-up utilizza quei fondi per sviluppare la sua idea; chi investe, invece,  trae vantaggio vedendo crescere il valore, e  di conseguenza il prezzo, dei propri.

Le ICO hanno registrato un’accelerazione negli ultimi due anni e stanno attirando investimenti anche consistenti. Ma è davvero così profittevole puntarci? Ecco quali sono le principali dieci “cose da sapere” per chi desidera aderire a una ICO e investire nelle valute virtuali.

1) Benefici reciproci

Un’ICO è un ottimo modo per le start-up di accumulare fondi al fine di sviluppare il proprio progetto imprenditoriale. Permette inoltre agli investitori di puntare su una nuova idea e vendere in un secondo momento – ottenendo un profitto – qualora la start-up riscuota successo.

2) ICO contro IPO

Le ICO vengono spesso paragonate alle IPO (Initial Public Offering), probabilmente perché queste ultime sono più conosciute. In realtà vi sono delle differenze sostanziali. Quando si acquistano delle monete attraverso un’ICO, infatti, non si ottengono delle azioni di una società, ma dei token a un prezzo che può risultare molto basso.

3) Crowdsale

Proprio questa differenza tra ICO e IPO, o meglio, tra i loro metodi di raccolta di fondi, un’ICO viene talvolta denominata “Crowdsale”. La società vende infatti le proprie criptovalute al fine di raccogliere dei capitali, di solito in cambio di Bitcoin, Ethereum o dollari USA.

4) Il primo

Il primo a lanciare un’ICO è stato Mastercoin nel 2013, che si è assicurato 5 milioni di dollari in Bitcoin attraverso la vendita dei propri token.

5) Il più grande

Molte società hanno seguito l’esempio di successo di Mastercoin. Ethereum ha raccolto 18 milioni di dollari nel 2014. La piattaforma di gestione imprenditoriale basata sull’Ethereum Aragon ha incassato quasi 25 milioni di dollari in soli 15 minuti nella sua ICO del maggio 2017. Un mese dopo Bancor, che consente la creazione di smart-token, ha raccolto l’incredibile cifra di 150 milioni di dollari. Record destinati a essere infranti!

6) Come funziona

Una start-up che desidera raccogliere fondi attraverso un’ICO stabilisce prima di tutto un insieme di specifiche iniziali del prodotto e il suo codice prototipo. Il progetto imprenditoriale deve chiarire in cosa consiste l’idea, il potenziale valore, quanti soldi sono necessari per l’avvio, quanti dei token virtuali saranno destinati al team della start-up e ai primi investitori, quanto tempo durerà l’ICO e così via.

7) ICO ‘Fallite’

Se la start-up in erba non ha ottenuto l’importo minimo necessario a proseguire la propria attività, i soldi vengono restituiti a coloro che hanno sostenuto il progetto e l’ICO fallisce. Ovviamente la start-up può in un secondo momento riorganizzarsi, rafforzare il proprio progetto ed eseguire un’altra ICO quando ritenuto opportuno.

8 ) Regole e normative

A differenza di una IPO, vi è poca o nessuna regolamentazione governativa di una ICO. Ciò ha portato al lancio di numerosissime ICO, che possono rappresentare molte opportunità di investimento e sviluppo della tecnologia blockchain, ma che possono allo stesso tempo favorire un ambiente in cui operano hackers e scammers.

9) Truffe

I numeri da capogiro della crescita di Bitcoin e Ethereum possono attrarre l’interesse di molti e possono portare parallelamente dei truffatori ad approfittarne. È facile infatti mettere online una manciata di pagine web visivamente impressionanti, riempirle con una prosa di marketing ambiziosa e poi “prendere i soldi e scappare”.

10) Investi con sicurezza

I dettagli cui prestare attenzione quando si guarda a un’ICO sono un progetto valido con una tabella di marcia dettagliata e realistica, trasparenza – mediante frammenti di codice o versioni beta – e, idealmente, un certo livello di supporto all’idea da parte della comunità di riferimento.

All’interno della community eToro – che a oggi conta circa 6 milioni di utenti in tutto il mondo – vi è già un buon numero di trader esperti nelle criptovalute, in grado di fornire consigli e opinioni utili a quanti volessero conoscere meglio il settore e decidere di investirci.

 

Tutte le operazioni di trading comportano rischi. Rischia solo il capitale che sei disposto a perdere. Le informazioni di cui sopra non sono da ritenersi un consiglio d’investimento.

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