Italiani ammaliati da euro scritturali, la moneta creata da sé. Bankitalia interviene, esplode caso Facebook

Scritto il alle 14:27 da Redazione Finanza.com

Euro scritturali: se ne parla da un po’, tanto che Bankitalia è stata costretta a intervenire, smontando sia la bufala che l’illusione di chi, preso dall’euforia e dalla speranza, aveva finito pure con il crederci. Ma di cosa si tratta?

Gli euro scritturali possono essere definiti euro che vengono emessi dai cittadini, sulla base di una teoria che si basa sulla creazione autonoma della moneta scritturale e, dunque, sul concetto di sovranità monetaria individuale.

L’assunto da cui si parte è che, così come le banche centrali possono creare moneta ‘dal nulla’, la stessa cosa possa fare il singolo individuo.

La teoria è supportata da diversi ragionamenti e diversi articoli sul progetto “Moneta nostra” che rimandano all’avvocato Marco Della Luna.

Su Facebook è nata anche una pagina che promuove il progetto e che si chiama, per l’appunto, “Moneta nostra”.

L’invito è chiaro:

Anche tu puoi creare dal nulla moneta scritturale, come già fanno le banche, registrandola nel tuo bilancio inviandola in pagamento a banche ed equitalia”. In base a tale teoria, gli euro scritturali possono estinguere i propri debiti verso la banca (mutui, prestiti, etc).

Il post conclude “Non morire di debito, usa moneta nostra” .

Il caso è scoppiato tra l’altro in sede legale, dopo che alcuni promotori dell’iniziativa hanno sporto denuncia contro Banca della Alpi Marittine, ‘colpevole’ di non aver accettato come strumento di pagamento la Pec con oggetto “scrittura contabile di euro scritturali”.

Il Tribunale di Savona ha respinto tuttavia il ricorso, scrivendo che sostenere – così come aveva fatto il ricorrente appoggiato da Della Luna -, di avere estinto il proprio debito attraverso l’invio di una PEC alla banca creditrice con oggetto “scrittura contabile di creazione di euro scritturali” costituisce argomentazione palesemente infondata. Alla fine l’uomo che ha presentato ricorso è stato condannato anche a pagare le spese processuali, per un valore di 3.000 euro, più altri 1.500 euro.

Ma la convinzione che si possano estinguere i debiti con la banca o con il fisco, semplicemente creando una Pec con euro scritturali è dilagata in rete, al punto che la stessa Bankitalia è stata costretta a intervenire. Palazzo Koch ha scritto in una nota di star “ricevendo da parte di alcuni cittadini comunicazioni che attestano l’autonoma creazione di ‘euro scritturali’ e l’utilizzo delle somme così ‘create’ per il presunto pagamento di debiti o per fornire una presunta provvista per successive operazioni di pagamento o per l’emissione di titoli di credito da parte della stessa Banca d’Italia (vaglia cambiari).

Chiara la spiegazione di Bankitalia:

“L’assunzione di queste iniziative, sia pure in numero ancora limitato, unita alla presenza sul web di riferimenti alla teoria economica di cui sono applicazione, rende necessario pubblicare alcune precisazioni al fine di evitare pericolosi equivoci. La ‘teoria della creazione autonoma di moneta scritturale’, traendo spunto dalla concezione di proprietà collettiva della moneta, giunge ad affermare la possibilità per ogni singolo cittadino di creare in via autonoma moneta ‘scritturale’ attraverso proprie registrazioni contabili, per l’importo corrispondente alla somma dovuta. Alcuni sostenitori di queste idee, attivi sul web, mettono a disposizione specifici moduli da utilizzare per la creazione degli ‘euro scritturali’ e per la comunicazione del presunto pagamento da indirizzare ai soggetti creditori (banche, finanziarie, Fisco, enti pubblici, enti fornitori, ecc.) e, per conoscenza, alla Banca d’Italia.La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE), in quanto la sua creazione si basa su rigorose procedure che garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo. Il meccanismo di creazione di moneta scritturale da parte del singolo cittadino
intenderebbe replicare la cosiddetta moneta bancaria o scritturale”, ma Bankitalia tiene a ricordare che “la prestazione dei servizi di pagamento, attraverso moneta scritturale, è un’attività consentita per legge esclusivamente ai soggetti abilitati, quali banche, istituti di moneta elettronica, istituti di pagamento. Tali intermediari sono sottoposti dalla legge alla vigilanza della Banca d’Italia (…).

La nota continua:

“Secondo il Testo unico bancario (artt. 131-bis e 131-ter) l’abusiva emissione di moneta elettronica e l’abusiva prestazione di servizi di pagamento costituiscono un reato. La Banca d’Italia avverte pertanto che le iniziative di creazione autonoma di moneta scritturale non hanno alcun fondamento giuridico e invita i cittadini a non utilizzare tali forme di “moneta”, prive di valore legale e del potere di estinguere le obbligazioni in denaro. I soggetti creditori non possono accettare queste forme di ‘pagamento’, e sono autorizzati ad attivare le tutele previste dall’ordinamento per il caso di inadempimento (avvio di azioni di recupero, applicazione di sanzioni o interessi di mora, ecc.)”

Caso su stampa estera: Facebook ha accettato euro scritturali?

Il sito ZeroHedge riporta le dichiarazioni di @marcosabait (Marco Saba), che ha condiviso su Twitter che i suoi euro scritturali sono stati accettati da Facebook come strumento di pagamento a scopi pubblicitari. Nella corrispondenza tra Saba e Facebook viene fatto riferimento a come @marcosabait abbia creato 25 euro e  Facebook abbia accettato il pagamento sotto forma di euro scritturali.

@marcosabait informa Facebook Italia che sia le banche che i cittadini possono creare nuovi euro in forma elettronica, e chiede a Facebook di reperire maggiori informazioni sulla sua pagina di Facebook. Facebook risponde in italiano, accettando apparentemente il pagamento di Saba, ma facendo notare che pagamenti del genere non saranno accettati in futuro.

Dal canto suo, @marcosabait afferma che i cittadini italiani hanno creato più di 1 miliardo di euro scritturali, dall’ottobre del 2016.

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