Speciale Commodity Club – Petrolio e materie prime: rischi e opportunità, come posizionarsi in vista del secondo semestre

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

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Anche la prima parte del 2017 ha visto le materie prime giocare un ruolo cruciale sui mercati. Tra i sorvegliati speciali il petrolio, le cui quotazioni sono state influenzate principalmente dall’attesa per la riunione Opec di fine maggio. Ma non solo, gli investitori hanno seguito da vicino anche l’andamento dell’oro che nelle ultime settimane ha approfittato della debolezza del dollaro. Con il secondo semestre che sta per prendere il via, gli investitori sono a caccia dei nuovi temi che impatteranno (direttamente o indirettamente) sulle commodity.

Di questi “temi caldi” e delle prospettive delle materie prime si discuterà durante la puntata speciale di Commodity Club, il programma settimanale dedicato al mondo delle materie prime, realizzato da FinanzaOnLine TV in collaborazione con ActivTrades, in onda martedì 30 maggio alle 11 su FinanzaOnLine TV. Ospiti della puntata Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, e il trader Marco Tosoni.

Per seguire la diretta basta iscriversi a http://www.finanzaonline.com/speciale-commodity-club-30-maggio/

“Nello scenario attuale il ruolo delle materie prime resta cruciale. Da un lato abbiamo l’oro, storico termometro della salute della finanza mondiale, dall’altra il petrolio, in questa eterna sfida fra l’OPEC ed i dati sulle scorte negli Usa, sempre in crescita”, sottolinea Carlo Alberto De Casa di ActivTrades in vista dello speciale di Commodity Club. Per l’analista “in questo scenario bisogna inserire la debolezza del dollaro, fattore generalmente positivo per le materie prime”.

“Dalle elezioni di Macron il dollaro ha perso oltre il 4% del suo valore contro l’euro – aggiunge -, questo rende gli investimenti in materie prime relativamente più convenienti per gli investitori europei. Il fattore cambio va tenuto in considerazione anche per il futuro, con la possibilità che il dollaro continui a perdere terreno, mentre l’euro, sulla spinta dell’ormai imminente riduzione del QE da parte di Draghi, recuperi ulteriormente”.

Il punto di partenza è l’analisi dello scenario macro, affrontando i market mover che domineranno la scena sui mercati finanziari, con le ripercussioni (dirette o indirette) sull’andamento delle materie prime.

La questione politica  e l’incertezza  che porta sui mercati rimane in primo piano a giugno: si attende la tornata elettorale in Gran Bretagna (8 giugno) e le elezioni legislative in Francia (11 giugno primo turno, 18 giugno secondo turno). E spingendo lo sguardo ancora più in là, a fine settembre sono previste le elezioni in Germania, la locomotiva della zona euro.

Focus sulle banche centrali, con la riunione della Bce (8 giugno) e della Fed (13-14 giugno). Dalla banca centrale americana si attende un nuovo rialzo del costo del denaro dopo la stretta dello scorso dicembre e di marzo, ma soprattutto indicazioni sui rialzi futuri, mentre dall’istituto di Francoforte si attendono dichiarazioni in merito all’exit strategy da attuare. E nel quadro attuale non bisogna perdere di vista il ruolo del presidente americano, Donald Trump, soprattutto dopo il cosiddetto Russiagate.

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